Cibo coreano: Consigli per goderselo senza rimanere spaesati

Sono passati due anni dal mio primo viaggio in Asia, un meraviglioso giro della Corea del sud con la mia dolce metà. Da allora, ho iniziato e lasciato a metà il diario di viaggio coreano, che è rimasto nel blog a prendere polvere. Ma non più! [rullo di tamburi] Riprendo ufficialmente la serie di articoli che

Alba al Tempio: i Canti di Haeinsa

Bellezza e spiritualità qui sono tutt'uno.   - I'm sorry, but monk not here. La signora si scusa mentre ci offre un caffè nella sala di accoglienza. C'è un problema con il programma della nostra permanenza al tempio: manca il monaco che prende il tè con i visitatori. Io e Ricardo non protestiamo, ma siamo

Jeonju: intestini arrosto e orecchie di cavallo.

Jeonju: Hanok Village.        Per arrivare a Jeonju, ci siamo scontrati di nuovo contro una barriera: quella linguistica. Il giorno della partenza da Seoul, io e Ricardo ci siamo diretti in stazione con gli orari dei treni, e con il nostro bel pass ferroviario settimanale in mano. Tanto nella stazione principale della capitale

Seoul: dinastie al neon.

Il mio primo ricordo di Seoul è l’odore. Un sentore acidulo che mi riporta con la mente ai ristoranti cinesi in Italia. Io e Ricardo siamo stanchi e disorientati, ci perdiamo nell'intricato labirinto di vie e stradine dove Google Maps non ci assiste. Un ragazzo si impietosisce, ci ferma “Do you need help?”, chiama la

L’inizio: un aereo.

  Tutto comincia da qui.    Siamo in volo sopra la Russia e mancano poco meno di cinque ore all’arrivo. Fra Tomsk e Novosibirsk. Dovrei dormire, ma non ci riesco. La mia insonnia sporadica normalmente mi concede una tregua durante gli spostamenti, ma questa volta non è così. L’aspettativa, la pianificazione, la difficoltà di trovare