Il sentiero degli insubri

Paesi collegati: San Michele/ Mesenzana (provincia Varese)
Tempi: 2.30h di camminata 3 ore e oltre se come noi vi fermate a leggere e a fare foto
Km: Non molti ma il dislivello è di oltre 500m
Discesa da San Michele a Mesenzana/ Salita viceversa
Tipo di percorso: piuttosto impegnativo in diversi punti è facile perdersi e il sentiero presenta forti pendenze

Noi seguendo quanto consigliato on line abbiamo intrapreso il sentiero partendo da San Michele, abbiamo passato la chiesetta e poco più avanti sulla sinistra abbiamo trovato le indicazioni per il Trekking degli Insubri.
Siamo partiti con un litro di acqua in due ( rivelatosi poi insufficiente) e con l’idea di ritornare dalla strada asfaltata per tagliare i tempi.

Il primo punto di interesse trovato lungo il nostro percorso è il bosco sacro, una piccola radura con la spiegazione del culto per gli alberi degli insubri, ci soffermiamo a leggere e ripartiamo alla volta del masso erratico.

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Il masso è una delle cose più interessanti che troverete lungo il percorso, la maggior parte delle informazioni sulla passeggiata che abbiamo trovato si ferma qui, è a circa mezz’ora dall’inizio del cammino.
Ha avuto la funzione di altare sacro e ci sono molte incisioni la maggior parte delle quali facilmente visibili purtroppo il cartello non riporta la collocazione di quelle più particolari nonostante ci siano le foto con i numeri non c’è infatti una foto con l’intero masso che indichi dove vederle. E’ comunque molto bello e interessante, noi ci abbiamo perso un po’ di tempo.

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Il cartello seguente titola le sorgenti, qui vi troverete a fare il terzo guado del percorso, se i primi due li supererete facilmente con un salto questo è più impegnativo dato che il corso d’acqua è decisamente più largo, in ogni caso ci sono un paio di punti dove l’attraversamento è agevole.
Qui c’è un bivio e non è chiaro se il trekking prosegua per il sentiero di destra o di sinistra (fiume alle spalle).
Noi ci siamo inerpicati a destra dato che dalla mappa ci pareva corretto, dopo una buona mezz’ora a piedi l’incontro con una coppia di daini ci siamo però trovati senza la possibilità di continuare, il sentiero finisce infatti ad una parete rocciosa con una bella cascata.
Siamo tornati sui nostri passi e abbiamo preso il secondo sentiero,a sinistra, dopo un po’ abbiamo ritrovato i segni che ci indicavano che questa volta era la strada giusta ( in alcuni punti la vegetazione nasconde i segnali bianchi e rossi).

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Cavojasca è il villaggio fantasma che tanto ci incuriosiva vedere.
Non è vicinissimo alle sorgenti dovrete camminare un bel po’ e anche qui potreste rischiare di perdervi in un paio di punti ( ma controllando attentamente ad ogni bivio ci sono i segnali).
Il villaggio quasi interamente mangiato dalla vegetazione ha origine insubre ma è stato definitivamente abbandonato solo nel 1945 quando l’ultima sua abitante venne uccisa (qui qualcosa in merito).
Merita una passeggiata tra le sue rovine quasi interamente mangiate dal bosco.

Mesenzana non dista molto da Cavojasca qui il sentiero diventa una strada di sassi ed è facile scendere senza rischiare di scivolare ( il resto del sentiero è un po’ più sdrucciolevole mettetevi degli scarponcini io sono caduta un paio di volte). Il centro è grazioso e potrete vedere anche la Torre punto ultimo nella cartina del Trekking degli Insubri.

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Il punto dolente di questo percorso è il ritorno, non è un anello quindi o tornate dal bosco (in questo caso dedicate al trekking l’intera giornata) oppure dovrete tornare come noi dalla strada asfaltata che vi permetterà di essere a San Michele in poco più di un’ora senza sollecitare ulteriormente le vostre caviglie ma che è di una noia incredibile.

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Personalmente avessi trovato informazioni più chiare avrei scelto di percorrere il percorso nel bosco in salita quindi da Mesenzana a San Michele e scendere dalla strada asfaltata il che mi avrebbe evitato diversi scivoloni e tanta noia.
Se non siete dei grandi camminatori e non ve la sentite di fare un dislivello di 500 metri in pochi chilometri o semplicemente volete evitarvi la strada asfaltata potreste andare con due auto lasciandone una a Mesenzana e una a San Michele e percorrerlo nella direzione che più vi piace, oppure mettere in conto 5 ore e decidere di tonare dal sentiero.
Il trekking è carino, poco frequentato a tratti impervio a noi in sé è piaciuto molto, torneremo con amici e probabilmente lo percorreremo da Mesenzana a San Michele avvalendoci della opzione delle due auto.

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