7.Cadice

Da Tarifa ci siamo spostati a Jerez de la Frontera, qui abbiamo deciso di sostare ben tre notti perchè avremmo visitato sia la cittadina di Jerez con le sue attrattive sia Cadice che i Pueblos Blancos.
Jerez è il posto ideale dove fermarsi, vicino a tutto e abbastanza economico.
Noi abbiamo scelto un hotel per camionisti che faceva anche da ristorante a buffet ed è andato più che bene.
Il primo giorno abbiamo deciso di spostarci subito sulla costa per visitare Cadice e io di questa città mi sono innamorata subito.
Si tratta di una vera città di mare, turistica sì ma senza perdere il suo carattere e tutta la sua genuinità.

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Mi è piaciuto subito tutto, i bar scalcagnati con l’aria disordinata e vecchia affiancati a quelli più modaioli. Nonostante fossimo vicino a ferragosto per le strade c’erano più persone del posto che turisti e la gente era ospitale ma in quel modo schietto tipico delle città di porto.

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Ci siamo fermati a bere una birra in un locale che sembrava uscito in un film di quelli con la pellicola sgranata dove pare ci sia sempre un po’ di nebbia. Pesce fresco in bella mostra su vassoi che a me sono sembrati poco invitanti, freezer pieno di boccali ghiacciati, pavimento che tentava di ricordare, invano, l’ultimo suo incontro con un mocio e suppellettili vecchie e rotte appoggiate un po’ ovunque.
La birra era ottima, essendo coraggiosi ma non temerari abbiamo evitato il pesce crudo mangiando un’insalata di patate che non era niente male poi siamo ripartiti per il nostro tour.

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Una delle cose che mi sono piaciute di più della città è stata la Torre Tavira con la sua Camera Oscura.
Si tratta di è una stanza, buia, con un buco sul tetto, due lenti, uno specchio inclinato ad hoc e uno schermo bianco da cui è possibile sbirciare il mondo,
infatti i dintorni si proiettano come un film sul telo, ma ciò che si vede sta avvenendo in quel momento. La nostra guida, bravissima, ha tenuto una spiegazione divertente e coinvolgente ed è stato bello dopo, poter salire sul tetto e ammirare la città da un punto di vista meno originale.

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Se andate a Cadice non potete perdervi questa chicca, saranno 6 euro davvero ben spesi.
Ci sono piaciute tantissimo anche le viette labirintiche e intricate del centro storico, qui ci siamo trovati al cospetto di ben 2 cose che ci hanno colpito anche se in modo diverso.
Cadice Oscura, talvolta non ce la facciamo a resistere al fascino del kitsch.
Cadice Oscura è una stanza in cui in ordine sparso sono raccolti pezzi di carta scritti a macchina e esseri fantastici in resina e leggende più o meno locali.
E’ la cosa più barocca che possiate immaginarvi e se avete un senso dell’umorismo non proprio in bolla e potreste anche divertirvi ( noi abbiamo riso un bel po’) ma francamente con due euro ci prendete una birra e io penserei un attimo a quale sia l’investimento migliore…
Una processione per il 75 anni della confraternita che portava a spasso la Madonna per le vie della città.
C’era tantissima gente a guardare, incenso candele e una musica epica che ricordava un po’ quella che nei film accompagna scontri particolarmente sensazionali.
Era molto allegra, solenne e caratteristica, questa ci è piaciuta, ci siamo fermati a guardarla passare schiacciati in una stradina collaterale del centro storico, in serata abbiamo anche visto da lontano arrivare la statua in chiesa, dove ha potuto riposarsi dopo ore di pellegrinaggio.

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Di Cadice mi è piaciuta anche Piazza dei Fiori con le sue botteghe, il lungo mare, il fatto che sia piena i parcheggi per moto ( motociclisti udite! Udite!) ma le ultime due cose di cui ho deciso di parlarvi sono:
Le frittelle di Gamberetti, una delizia locale che dovete assolutamente provare. Se volete averne un assaggio potete provare a fare qualcosa di simile in casa ( ricetta).
Il Castello di San Sebastian e sopratutto le strada nell’acqua che lo collega alla città. E’ una meraviglia sopratutto alla sera quanto il sole fa scintillare il mare e la bassa marea fa emergere sabbia e scogli. Un posto da sogno.

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Di fianco c’è la Caleta che è la spiaggia della città, l’acqua non è propriamente pulita ma mi ha ricordato le spiagge della mia infanzia, con il baretto affollato e i gelati confezionati a basso prezzo.
Quando deciderete di salutare la città non mancate di passare dal Ponte Nuovo, architettura futuristica ma piacevolmente leggera che merita uno sguardo.
Non è un mistero, a questo punto, che di Cadice mi sono innamorata, a sorpresa si è rivelata essere una delle mete più belle del nostro viaggio e vi consiglio di non perdervela.

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