5. Ronda

Ronda era stata inserita nell’itinerario come meta relax, quelle città che si girano piacevolmente in un giorno, che non sono troppo lontane dalla meta precedente con tante piccole attrattive ma nulla di troppo impegnativo.
Si è rivelata un posto particolarmente azzeccato dove fermarsi.

Avevamo prenotato in un piccolissimo hotel non proprio centrale con perfino il bagno in camera e la colazione compresa, lussi che di solito non ci concediamo facilmente dovendo risparmiare un po’ sui pernottamenti per poter stare in giro più a lungo.
La ricerca del parcheggio è stata decisamente meno agevole del previsto, nelle recensioni si parlava di parking gratis per le moto nei pressi dell’hotel ma al contrario di città ben più grandi noi non abbiamo trovato alcuna agevolazione per i motociclisti.
Abbiamo quindi pagato la custodia della moto e data l’impossibilità di un check in anticipato ci siamo incamminati sotto il solleone un po’ troppo bardati per mangiare qualcosa e dare uno sguardo alla città.

Ci concediamo a pranzo una birra fresca e un buon panino al prosciutto e poi iniziamo a dare uno sguardo in giro.
La guida è rimasta nelle borse della moto quindi ci muoviamo un po’ a naso un po’ con la cartina che lo scocciatissimo proprietario dell’hotel ci ha dato.
La prima cosa che colpisce è il ponte, peraltro principale motivo di turismo, ma mi raccomando non fate come noi, non perdete tempo ad entrarci dentro che da vedere non c’è proprio nulla che valga la pena.
Si chiama ponte nuovo anche se è settecentesco e unisce le due parti della città, colpiscono le sue dimensioni e la vista che offre sul circondario.
Ci sono altri due ponti in città e noi non abbiamo mancato di visitarli, uno è quello vecchio di origine araba ma comunque ricostruito nel 600 ciò lo rende sì antecedente a quello nuovo anche se non tanto quanto sembra… E il ponte di San Miguel che viene chiamato anche ponte Romano e che, se non ricordo male, è in realtà il più vecchio di tutti.

DSC00241

DSC00244

Ma a Ronda non ci sono solo i ponti da vedere anzi direi che le cose che ci hanno colpito maggiormente sono altre.
Ci sono piaciuti:
I Bagni Arabi, che in Andalusia non è che siano una rarità ma questi sono tra i meglio conservati della Spagna. La visita è ben fatta e vi permetterà di capire come veniva utilizzato ogni singolo spazio, c’è anche un filmato veloce e ben fatto se avete ancora qualche dubbio in proposito.
Bellissima la volta stellata e la caldaia ben conservata, e il gatto affettuoso all’entrata ha fatto il resto.

DSC00257DSC00264DSC00256
La Mina de Agua, una scalinata di circa 300 gradini che arriva fino al fiume.
Risale al periodo moresco, durante le guerre tra arabi e cristiani rappresentava l’unico approvvigionamento di acqua. Gli schiavi (i cristiani) percorrevano più volte al giorno i 300 scalini per rifornire la città, la presa di Ronda passò dalla conquista della galleria.
Percorrerla è curioso e vale la pena di una visita tra le camere che si aprono scendendo ce n’è una che prende il nome di stanza dei segreti e ha la particolare caratteristica uditiva di fare sentire quello che viene sussurrato da una parte, chiaramente all’altro estremo della stanza ma non al centro.

DSC00303

Anche se tutti i siti lo consigliano  il museo del bandito non è tra le cose che mi hanno appassionato di più. Costituito sopratutto da una serie di prolissi cartelloni scritti in tutte le lingue meno che in Italiano ( leggo lo Spagnolo e l’Inglese ma insomma erano davvero tradotti in un sacco di idiomi) . Ci sono anche foto e qualche ricostruzione, è enorme e curioso nel suo genere. A Davide è piaciuto più che a me. Tratta della vita di una serie di banditi locali, delle loro biografie, delle loro armi, delle loro bande, non è mal fatto ma deve piacere il genere.

Ci è piaciuta anche la città nel suo complesso piccola ma viva, con tante botteghe e piccoli ristoranti di ogni genere.
Belle le mura arabe e l’antica porta d’ingresso alla città.
Alla sera abbiamo trovato un piccolo locale in cui bere birra e mangiare tapas ad un ottimo prezzo.
Nel complesso la consigliamo, è una buona meta da girare in un giorno, sia fermandosi a pernottare in loco sia come gita da fare in giornata.
Il giorno dopo ci aspetta il mare di Tarifa e quelli che in teoria dovrebbero essere tre giorni di mare e relax.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *