4. I Dolmen di Antequera

Facendo sempre capo al nostro campeggio di Ardales unico come panorama e prezzo decidiamo di visitare anche Antequera, è una meta meno conosciuta di quelle esplorate fino a questo momento ma abbiamo sentito parlare dei suoi dolmen.
Fino all’ultimo momento siamo indecisi su cosa fare vorremmo vedere anche le rovine di Bobastro e qualche altro paesino caratteristico nei dintorni.
L’idea di vedere i Dolmen alla fine ci piace troppo e decidiamo di destinare la mattinata e il primo pomeriggio alla visita della città e poi farci un bel bagno nel lago cristallino sulle cui rive sorge il nostro campeggio.
Del centro di Antequera non riusciamo a vedere molto, ci inerpichiamo fino alla Real Collegiata che contempliamo dall’esterno e da cui ci godiamo una meravigliosa vista della città.
Facciamo un salto anche all’Alcazaba dove vediamo l’Arcos de los gigantes da qui la nostra attenzione viene subito attirata da una montagna che ha un profilo d’uomo.

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Cerchiamo notizie on line e scopriamo di star guardando la La Peña de los Enamorados con un nome così non può che avere alle spalle una leggenda, la storia narra di due innamorati che si buttarono nel vuoto assieme perchè ostacolati nel loro amore in quanto lei mora e lui cristiano.

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Leggiamo anche che qui sono state fatte delle importanti scoperte risalenti al periodo neolitico.
Il motivo per cui abbiamo deciso di fare un giretto ad Antequera in fin dei conti sono suoi dolmen, una serie di monumenti megalitici risalenti a più di 6000 anni fa.
I siti d interesse non sono tutti vicini e non si trovano in centro città, sono raggiungibili comunque con i mezzi pubblici e l’ingresso è gratuito.
Il primo che visitiamo è il Dolmen de Menga percorriamo una stradina che ci permette di arrivare al sito vero e proprio, è una giornata caldissima e il sole ci fa scoppiare la testa.
La camera funeraria di questo Dolmen è enorme e ha un pozzo al suo interno cosa che lo rende unico in territorio europeo.

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Entrarci fa un certo effetto, la penombra dopo il sole abbagliante, il fatto che sia così antico, lascia a bocca aperta, è davvero un’esperienza da non perdere.
Vicino al Dolmen de Menga c’è il dolmen de Viera, un poco più recente, risalente a “soli” 4500 anni fa, porta ancora tracce di pittura al suo interno.

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Infine visitiamo il Tholos de el Romeral che si trova a circa 3km dagli altri dolmen ed è caratterizzato da due camere funerarie.
Per tornare al campeggio approfittiamo di una strada particolarmente panoramica, tutta curve che ci offre scorci da cartolina.

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Vorremmo visitare anche El Torcal un parco naturale bellissimo con formazioni rocciose caratteristiche, ma ci vuole tempo e si tratta di una camminata impegnativa e noi siamo piuttosto stanchi e decidiamo di goderci qualche ora di relax in campeggio.
Alla sera mangeremo per la terza volta consecutiva frittata, probabilmente c’è qualcosa altro oltre l’orribile pizza surgelata che mangiavano i nostri vicini di tavolo la sera prima, ma non riusciamo a capire cosa poi la tortillas è particolarmente buona oltre che economica.
Il giorno seguente tenteremo di andare a visitare le rovine di Bobastro, arriveremo ad un cartello sbiadito, un cancello chiuso e un punto informazioni abbandonato. Non riusciamo a capire quanto distano effettivamente i resti e siamo vestiti da viaggio con la moto carica di bagagli, lasciamo perdere a malincuore e ci dirigiamo alla volta di Ronda.

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