3. Caminito del Rey

Quando sognavo di fare un giorno il Caminito del Rei non avevo in mente esattamente questo.
Mi era stato descritto una sera di una decina di anni fa da un ragazzo spagnolo come un posto assurdo, una delle esperienze più folli della sua vita.
Non era pazzo, fino a qualche anno fa questo percorso era davvero un qualcosa di elettrizzante, si partiva dal piccolo borgo di El Chorro, ora immerso in una tranquillità quasi decandente, e si camminava lungo una passerella pericolante e in parte distrutta a picco su una gola profondissima assicurati solo da delle corde. Tutto ciò gli aveva portato la fama di percorso più pericoloso al mondo, se state cercando questo sappiate che non esiste più.
In quanto a me sono ormai invecchiata e quello che ho trovato mi è andato più che bene, sì perchè mi sono goduta una bellissima e rilassante passeggiata con scorci da cartolina. Ma ora vi darò qualche indicazione più precisa in merito.
Sebbene si possa soggiornare anche ad El Chorro non riuscendo a capire se il campeggio era aperto o chiuso ( era ben serrato alla fine) abbiamo deciso di fermarci ad Ardales scegliendo il posto che ci sembrava più vicino all’ingresso del Caminito e anche tra i più economici.
Questo maxi camping è stato davvero uno degli alloggi più panoramici in cui ci siamo fermati, la nostra piazzola era scavata per essere in piano lungo un pendio scosceso a picco su un lago blu zaffiro e aveva anche un piccolo tavolo e delle panche a disposizione.
Il biglietto per il Caminito l’abbiamo prenotato circa un mese prima e  ci è toccata la visita guidata, non era più disponibile nemmeno un posto come entrata libera, quindi se non volete fare la nostra fine muovetevi con largo anticipo.
Ad Ardales vicino al ristorante El Kiosco si trova un parcheggio legato al Caminito dove potrete lasciare l’auto non so l’esatta collocazione perchè noi eravamo in moto ma ciò che è più importante è che da qui partirà la passeggiata che vi porterà fino all’ingresso del cammino.
Potete scegliere tra due itinerari uno di 1,5 l’altro di 2,5 kilometri, si tratta di sentieri pianeggianti e di facile percorrenza, una bella passeggiata, ricordatevi però di mettere in conto di partire un po’ in anticipo sull’orario del biglietto.
Se il clima è particolarmente caldo potrebbero decidere di posticiparvi l’orario per sfruttare i momenti più freschi del tardo pomeriggio, vi avvertiranno tramite e.mail non scordate di controllare.
Noi siamo arrivati con netto anticipo perchè abbiamo faticato a trovare indicazioni precise sulle tempistiche, ci siamo presi una bottiglietta d’acqua alla macchinetta nel caso non ci fosse bastato l’inseparabile termos e abbiamo atteso mentre il posto si riempiva di gente.
Giunta l’ora della nostra visita ci è stato chiesto se preferivamo l’inglese o lo spagnolo, noi abbiamo scelto la prima opzione e ci siamo trovati in un gruppo di una ventina di persone con una guida preparatissima, molto simpatica e inglese madrelingua.

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La visita guidata si è rivelata più interessante del previsto, ci sono stati fatti notare dei dettagli che altrimenti non avremmo mai visto e ci sono state raccontate curiosità sul percorso e sulla fauna e la flora del luogo.
Il sentiero si snoda lungo tre canyon il più profondo è circa oltre 100 metri e offre scorci davvero mozzafiato e vedute meravigliose del fiume sottostante.

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Se volete sapere di più sulla sua storia vi rimando a wikipedia, a me sono rimaste impresse queste cinque cose:
1 .Che questo percorso costruito dalla società idroelettrica del Chorro per ispezione e trasporto del materiale era in effetti un luogo di lavoro, un sentiero che veniva saltuariamente utilizzato anche per spostarsi, prima di diventare la meta più ambita dai climbers e poi una nota attrazione turistica era un qualcosa a cui si poteva in qualche modo fare l’abitudine.
2. Che i lavori di costruzione del sentiero sono iniziati nei primi anni del 900 ma solo nel 1921 ( ok per la ho sbirciato sui miei appunti) ha preso il nome di Caminito del Rey perchè Alfonso XIII decise di visitare e attraversare il percorso.
3. Che gli avvoltoi volteggiano nel cielo sopra il percorso e chi è fortunato potrà vedere anche le aquile.
4. I graffiti fatti da chi percorreva il Caminito quando era davvero un’impresa sulla vernice di un condotto sul quale si attraversava la gola in uno dei punti più profondi (per farvi un’idea di cos’era un tempo date un occhiata a questo bel video VIDEO)

5. Ed infine ecco qui sopra la spettacolare ferrovia con le sue gallerie scavate nelle pietra.

Anche se vi daranno un buffo caschetto e on line lo troverete descritto tuttora come il cammino più pericoloso o terrificante del mondo, in realtà si tratta di una spettacolare passeggiata.

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Soltanto per chi soffre di vertigini potrebbe essere un esperienza spaventosa, e non mi sento di descriverla nemmeno come particolarmente faticosa, in tutto sono sette chilometri di cui 3 di passerella gli altri su sentiero. Chiunque sia vestito in modo consono ( scarpe chiuse vestiti comodi) e non abbia particolari problemi fisici può percorrerlo, l’età minima comunque se non sbaglio è di otto anni.

Quando finirete il Caminito vi troverete nel paese di El Chorro da qui un pullman ( di cui potete comprare il biglietto al momento della prenotazione) vi condurrà fino al ristorante da cui avete imboccato il sentiero.
Non sarà più pericoloso o terrificante come un tempo ma è semplicemente magnifico e, a mio parere, è un’esperienza che vale la pena di fare poi a ben vedere non rischiare la pelle mi pare abbia anche i suoi vantaggi.

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