Rosazza in moto tra arte e mistero

In Rosazza Davide si è imbattuto per caso un po’ di tempo fa, su facebook un articolo lo citava tra i borghi più misteriosi di Italia il che ci ha un po’ incuriosito.
Questo weekend siamo riusciti finalmente a visitarlo, il sabato eravamo ospiti in nottata di una carissima amica e del suo compagno e la domenica ne abbiamo approfittato per andare tutti e quattro ad esplorare questo curioso paesino.
Per una gita in moto è senz’altro una meta interessante, per arrivarci potrete infatti percorrere la Panoramica Zegna che offre viste meravigliose e un tragitto tutto curve e contro curve. Personalmente mi sono goduta poco entrambe non essendo una guidatrice esperta ( ho il foglio rosa A da meno di tre mesi).
Se volete saperne di più su questa strada  sull’oasi che attraversa (Oasi Zegna) e sui periodi di fioritura vi lascio questo LINK ad un bell’articolo del Sole 24 ore.
In auto i tornanti saranno meno divertenti ma si tratta comunque di una strada larga, agevole, ben tenuta e che offre panorami bellissimi.
Di Rosazza ci ha colpito subito l’aspetto di borgo ordinato e raccolto e il grande fiume che lo attraversa e in cui avremmo fatto volentieri un tuffo dato il sole cocente.
Siamo nell’Alta Valle Cervo e per scoprire qualcosa di più del territorio ne approfittiamo per recarci subito alla Casa Museo.
Qui tramite un’interessante visita guidata veniamo a sapere i dettagli della vita degli abitanti del paese fino al secolo scorso, un borgo abitato in larga parte da donne perchè i mariti, abili nel mestiere di muratore e scalpellino emigravano spessissimo per lavoro.
Il museo evidenzia quindi la figura delle donna dei suoi molteplici ruoli e compiti e della vita dura che conduceva.
La casa è uguale a come era a fine 1800 e contiene mobili, vestiti, libri stendardi dell’epoca, racconta in modo esaustivo la vita nella valle e merita sicuramente una visita ( PER SAPERNE DI PIU’).


Vicino alla casa Museo scorgiamo il Castello con la sua caratteristica torre guelfa.
Questa era la residenza estiva di Federico Rosazza a cui si deve l’aurea di mistero che aleggia sul paese. Lui infatti era Senatore del Regno d’Italia, filantropo ma sopratutto Gran Maestro Venerabile della Massoneria Biellese.
Egli fece costruire molte opere per la popolazione e in queste spesso si ravvisano simboli massoni o esoterici.
Simbologie massoniche si possono vedere nel castello una strana costruzione che riunisce in sè più stili e in cui è palese un certo amore per l’arte antica nella costruzione delle mura che richiamano le rovine di Pestum e nell’arco di pietra sbrecciata chiaro riferimento a quello etrusco di Volterra.


Altre costruzioni degne di nota sono la Chiesa e il Palazzo comunale dove sembra che il Federico Rosazza tenesse le sue riunioni.


Camminando per le vie del paese è facile imbattersi in stelle a cinque punte, rose, scale a pioli, clessidre ma quello che attira di più l’attenzione sono le fontane.


A Rosazza non rischiate di avere sete nonostante non si trovino bar o ristoranti, le fontane, spesso ornate da scritte o statue, sono anch’esse state ideate dal Rosazza.
Anche il cimitero posto ad ingresso della città è del medesimo ideatore, tant’è che i defunti furono spostati dal cimitero vecchio a quello nuovo, anche qui non mancano i simboli massoni a volerli cercare, ma la cosa che colpisce di più a parte la tranquillità, è il bellissimo portone in legno scolpito.


Nel parco comunale invece, tra i bimbi sulle altalene e le famiglie che fanno il pic nic, troverete la statua di un orso e un masso su cui è stata riportata una misteriosa iscrizione runica che ancora nessuno ha decifrato.
Sebbene quasi tutti gli articoli citino Rosazza come paese fortemente misterioso e “costruito dagli spirti”   (che si dice che parlassero con il Rosazza e con il suo amico Maffei durante le sedute spiritiche che erano soliti praticare) quello che salta più all’occhio è la forte presenza artistica, con statue che spuntano in ogni dove in un borgo che ha meno di 100 abitanti.
Se volete saperne di più sulla componente esoterica date uno sguardo QUI ,noi ci siamo più che altro divertiti a trovare i simboli sparsi per il paese come una specie di caccia al tesoro e ci siamo goduti la gita domenicale all’esplorazione di questo piccolo borgo con una storia tanto interessante.Certo è che se non fosse stato per questa componente misteriosa non avremmo mai avuto occasione di conoscerlo.

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