Istantanee di viaggio: San Francisco vi parla (2013)

Dopo l’ultimo articolo fotografico dedicato alla street art di San Francisco, non ero ancora pronta a lasciare le sue vie. Dopotutto vi avevo promesso un articolo su quelle bellissime frasi che si trovano su pavimenti e marciapiedi, no? La verità è che San Francisco è una città che non sta mai zitta, e come si può biasimarla? Ha così tante storie da raccontare. Queste storie si trovano scritte ovunque, e danno la sensazione a volte di passeggiare dentro un libro. Ecco alcune delle parole che ho raccolto durante le mie camminate. Parole sussurrate, parole dolci, parole di scherno e surreali. La voce di una città che dovunque tendiamo l’orecchio ci parla. 

E perdonatemi per le mie traduzioni a braccio, ci tenevo a non limitare questa lettura a chi ha una buona conoscenza dell’inglese. 

Lasciare San Francisco è come dire addio a un vecchio amore. Vuoi farlo durare il più possibile.
San Francisco… Un poema senza metrica, una sinfonia senza armonia, un quadro senza una ragione – una città senza eguali.
Il capitalismo è finito! Lo volete voi
Grazie San Francisco!
Tutta San Francisco è piena di statue per la guerra, dove sono le statue per la pace?
Troppa verità rovina la zuppa.
C’è un tempo per trovarsi e un tempo per perdersi.
Porta il cuore in mano e attacca il cervello al marciapiede.
La fama è solo un trip dell’ego per quelli con enormi complessi di inferiorità.
La violenza mascherata da autodifesa è furba. Calci e pugni promuovono la pace e il benessere.
Svegliati e annusa il napalm.
La poesia è l’ombra di quei lampioni che sono le nostre immaginazioni.
L’amore accende più fuochi di quanti ne spenga l’odio.
Quando bevi acqua, pensa alla fonte.
L’artista deve schierarsi. Deve decidere di lottare per la libertà o la schiavitù. Ho fatto la mia scelta. Non avevo alternative. Dal memoriale per i volontari della Guerra Civile Spagnola.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *