Cuba: il nostro itinerario eterogeneo

Cuba era nella mia travel list da tanti anni, e specialmente dopo le aperture da parte degli Stati Uniti durante il governo Obama ci tenevo a visitarla presto. Temevo che sarebbero subito arrivate comitive su comitive di americani e che il volto dell’isola sarebbe cambiato per sempre. Questo non è ancora successo. Con Trump impegnato a disfare sistematicamente ogni opera di Obama, il disgelo sul turismo dovrà aspettare. Ma non per noi. 

Negli ultimi tre anni ci siamo dedicati all’Asia, che Ricardo bruciava dalla voglia di scoprire. Dopo la nostra avventura in Corea del Sud e il nostro impegnativo viaggio in Cina, toccava finalmente a me scegliere. E in cima alla mia lista c’era Cuba

Per quanto riguarda il periodo, abbiamo optato per febbraio, principalmente per sfuggire alla tristezza dell’inverno di Francoforte (mentre scrivo, fuori piove e tutto è avvolto da una coltre grigia). Sull’itinerario questa volta mi sono affidata molto di più a Ricardo rispetto ad altri viaggi, perché lui è già stato a Cuba e ha qualche collegamento con persone locali. Aver organizzato il viaggio a cavallo delle feste e dell’inizio del master ci ha messo del suo nel rallentarci. Ma è andata bene così. Dopo il tour de force dell’anno scorso con la Cina, sentivo il bisogno di una relativa semplicità e rilassatezza organizzativa. Mi sono comunque occupata io dei nostri visti e mi sono immersa in letture che mi hanno subito trasportato nel mood!

Cuba: dove andremo

Principalmente, in questo viaggio a Cuba volevamo spaziare tra diverse dimensioni, esplorando una varietà di posti senza limitarci a un solo tipo di viaggio. A noi interessa tutto: storia, camminate, natura, cibo, relax, ma spesso è difficile conciliare tutto e inevitabilmente qualcosa viene messo da parte. Questa volta però, siamo riusciti a tracciare un itinerario con poche tappe significative e complementari tra di loro:

  • 7 – 11 febbraio L’Avana: non ha bisogno di presentazioni e non potevamo che dedicare il numero maggiore di giorni a questa città che da anni vorrei visitare; L’Avana è la nostra porta d’ingresso a Cuba e noi ci immergeremo nei suoi quartieri, cercando di entrare nell’atmosfera di quest’isola unica. Dati i recenti eventi atmosferici, ci siamo informati presso la host del B&B dove alloggeremo, ma pare che nella città vecchia sia tutto a posto, perciò speriamo bene;

 

  • 11 – 13 febbraio Viñales: la valle di Viñales si trova nella provincia di Piñar del Rio ed è patrimonio UNESCO per le sue bellezze naturali. Abbiamo perciò scelto questa destinazione subito dopo L’Avana per scoprire Cuba fuori dalle città. In questa zona sono possibili escursioni nelle piantagioni di tabacco, ma esistono anche sistemi di grotte molto interessanti e il Murale della Preistoria del pittore cubano Leovigildo González Morillo;

 

  • 13 – 15 febbraio Santa Clara: dopo la tappa naturalistica, quella storica; nel 1958, Santa Clara è stata la prima città liberata dal regime di Batista da parte di Che Guevara, e tuttora qui si celebra la memoria del rivoluzionario argentino. Il mausoleo del comandante è una delle attrazioni storiche e turistiche che attirano più visitatori nel paese. Aldilà di questo, però, Santa Clara è un centro vitale e grazioso e speriamo di perderci un po’ tra le sue vie, semplicemente;

 

  • 15 – 17 febbraio Varadero: no, non staremo nel resort all inclusive cinque stelle, però volevamo comunque passare un paio di giorni al mare (se il meteo ci assiste). La spiaggia di Varadero è lunga più di 20 chilometri ed è una delle più frequentate da parte dei turisti. Insomma, gli ultimi giorni saranno probabilmente di puro relax, una novità assoluta da quando abbiamo iniziato i nostri viaggi insieme! Da Varadero prenderemo poi l’aereo di ritorno.

 

È piuttosto evidente che copriremo un’area molto piccola dell’isola, meno di metà, ma avendo solo dieci giorni a disposizione volevamo goderceli tutti. Per me godermi un viaggio è l’antitesi della fretta, significa scoprire un posto lasciandosi andare, senza l’ansia di dover spuntare attrazioni da una lista per poi spostarsi subito da un’altra parte. In particolare a Cuba avere fretta mi sembrava fuori contesto, inappropriato. 

Ricardo tende a uno stile di viaggio più intenso del mio, raramente ha bisogno di riposo o di rallentare. Le nostre avventure insieme sono sempre un gioco di compromessi tra due approcci completamente diversi, ma in questo modo ci arricchiamo un po’ entrambi. Senz’altro se torneremo ci dedicheremo al sud-est dell’isola, a partire da Santiago de Cuba che per la verità ci attirava molto.

Che altro dire? Ad oggi manca solo una settimana e non vediamo l’ora! 

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