3 days in BERLIN

Per visitare Berlino ci siamo concessi tre giorni, ma il primo è stato per buona parte occupato dal viaggio fatto per arrivarci.

1 GIORNO

  • Il museo della DDR
  • Alexanderplatz
  • Viale Karl Marx
  • La danza macabra
  • Cibo Koreano e Panino con l’Aringa

Queste sono le cose che mi sono rimaste più impresse del nostro arrivo nella capitale tedesca.
Anche se in realtà le prime due immagini rubate dalla moto sono quelle di una giraffa perplessa fatta tutta in lego e di una cabina telefonica piena di libri, una sorta di biblioteca libera.


Speravamo essendo abbastanza a Nord di avere un po’ di sollievo dal caldo ma solo alla sera quando si alza il vento fa freddo per il resto del giorno il clima è caldo e appiccicoso.
Alloggiamo in una camera doppia in un vecchio albergo che ha più l’aria di un ostello, siamo vicinissimi alla fine di via Karl Marx, e il nostro alloggio ha il fascino della DDR nel senso che siamo portati a supporre che le camere non siano mai state cambiate da allora.
E’ centrale pulito e decisamente economico il che lo rende perfetto per le nostre esigenze.
Dopo aver percorso a piedi il famoso viale Karl Marx quello con gli immensi palazzoni tutti uguali che vedrete in qualsiasi documentario sulla Germania dell’Est, arriviamo finalmente ad Alexanderplatz.
Ci piace il suo essere caotica e cosmopolita, troviamo ironico che il centro della parte comunista sia ormai l’emblema del consumismo. Marche di note multinazionali campeggiano ovunque e orde di turisti e di locali si dedicano allo shopping.
Sebbene la nostra prima meta sia “La danza macabra” che la nostra guida indica come imperdibile, la fulcro del nostro primo pomeriggio sarà il MUSEO DELLA DDR.

Dell’affresco non so che dirvi, l’oscura signora e i suoi ospiti erano sotto restauri, e avevano tutta l’aria di averne bisogno.
Il museo della DDR invece ve lo consiglio caldamente.
Non vi immaginate teche polverose, non troverete nulla di tutto ciò, si tratta infatti di una mostra interattiva.
Potrete guidare una Trabant ( con il simulatore ovviamente), potrete scaricare ricette tipiche della Germania dell’EST, visitare la ricostruzione di un appartamento ( e nel nostro caso scoprire che non è molto diverso da casa nostra salvo essere parecchio più grande) e molto altro.


Non vi so dire quante ore ci siamo rimasti, ma quando siamo usciti era ormai sera, giusto il tempo di una passeggiata lungo il fiume.Dato che a Berlino è disponibile la cucina di tutto il mondo noi decidiamo di cenare Koreano, a Davide non piace particolarmente io mi innamoro del kimchi: cavolo piccante fermentato.


Considerato che ho fatto merenda con un panino farcito di cipolla e aringa cruda in salamoia, Berlino suscita il mio entusiasmo anche dal punto di vista alimentare!
Finiamo la serata con una birra e i 4 km a piedi per tornare all’hotel ci sembrano infiniti.

2 GIORNO:

  • Bebelplatz dove Hitler bruciò i libri
  • il Museo sulla cultura Europea
  • Memoriale dell’olocasuto e il luogo dove era ubicato il bunker di Hitler (oggi un parcheggio)Porta di Brandeburgo
  • Il palazzo delle lacrime e la mostra sulla zona di confine
  • Museo e memoriale della resistenza
  • Postdamerplatz
  • Le biciclette
  • Lo stinco e il noodle cinesi nella vaschetta di cartone

L’ultima cosa che facciamo il primo giorno prima di addormentarci è scaricare un app per l’utilizzo delle biciclette, la prima cosa che facciamo il mattino del secondo giorno (dopo la colazione) è pedalare a notevole velocità lungo via Karl Marx fino a Bebelplatz facendoci anche rimproverare dalla polizia non ho ancora ben chiaro per quale motivo.
Il nostro secondo giorno è all’insegna della storia.


  • Abbiamo steso un tour quanto meno intenso che andrà a toccare diverse epoche e zone della città.
    Se Bebelplatz, dove i nazisti bruciarono oltre 25.000 libri, è fortunatamente solo una grossa piazza circondata da edifici neoclassici, il memoriale dell’Olocausto e il museo della resistenza vi colpiranno sicuramente.
    Il primo lo abbiamo visitato solo esternamente, i blocchi di cemento di grandezze diverse, una sorta di labirinto, riescono ad essere inquietanti e piuttosto cupi.

  • Il museo della resistenza invece è impegnativo, è enorme e tutto da leggere (in inglese e tedesco) è angosciante e poco frequentato, interessante di sicuro ma solo se l’argomento suscita la vostra curiosità e se avete un buon livello di inglese in caso contrario lo eviterei.
    Quello che ci teniamo a consigliarvi è la mostra permanente “Esperienze di confine. Quotidianità della divisione tedesca”, che racconta storie di fughe e emigrazioni, di permessi concessi e negati, di famiglie divise e ritrovate.

  • E’ davvero interessante anche il museo dedicato alla storia della Germania e all’Unione europea, è fatto davvero molto bene e riuscirà ad affascinarvi anche se, come noi, ci capiterete per sbaglio.

  • Non manchiamo di passeggiare al parco, di rimanere incantati davanti alla porta di Brandeburgo e di sederci su una panchina a Postdamerplatz.


Alla sera siamo sfiniti e infreddoliti, decidiamo di fare un salto alla Decathlon dove Davide compra un pile pesante, siamo entusiasti dal fatto che il negozio sia una sorta di parco giochi, pieno di aree per provare i diversi sport e non manchiamo di approfittarne.
Dato che sono rimasta affascinata dai noodle d’asporto nella scatolina, modello cartone animato anni 80, e li ho voluti assolutamente provare a pranzo come debito saldato alla mia infanzia, alla sera decidiamo si provare la cucina tedesca per la gioia di Davide.
Ci dedichiamo allo stinco che finirà negli annali come unico piatto che io non sia riuscita a finire, era ottimo ma davvero enorme!

3 GIORNO:

    • Check point Charlie
    • Eastside gallery
    • A caccia di street art
    • Vagar per cimiteri
    • Memoriale del muro
    • Fritto misto, cibo indiano, aringhe e birra

Per l’ultimo giorno ci muoviamo con i mezzi pubblici e facciamo massiccio uso di metro e treni.
La nostra prima meta è l’inflazionatissimo Check Point Charlie, perfino Davide che a Berlino ha ritrovato tutta la sua passione per la storia, decide che un altro museo sulla Germania divisa, sarebbe eccessivo così facciamo un paio di foto alle due guardie in piedi in mezzo alla strada e dopo una buona mezz’ora ci risolviamo a spostarci verso l’East side Gallery.
Dopo un ottimo pranzo indiano in un ristorante che propone a mezzo giorno un menù per lavoratori molto economico decidiamo di andare a caccia di street art.
Abbiamo letto che a Berlino moltissimo artisti hanno lasciato il segno e decidiamo di seguirne le tracce, così facciamo fino al di là del fiume dove costeggiamo l‘East side gallery. 


Quella parte del muro che ora è diventata una vera e propria galleria a cielo aperto con meravigliosi dipinti, ci soffermiamo continuamente e per arrivare in fondo ci impieghiamo un sacco di tempo.
Il quartiere è bellissimo, pieno di negozi alternativi e spazi occupati, ci innamoriamo di questa zona di Berlino e vaghiamo per le sue strade per gran parte del pomeriggio.
Prima di tonare all’ostello a riprendere fiato e decidere cosa fare in serata però ci dedichiamo ad una mia grande passione: i cimiteri.
La sera prima ho letto un articolo che elencava i più belli di Berlino decidiamo per Dorotheenstädtischer Friedhof perchè ci sono sepolti Brecht,Hegel,Marcuse e altre importanti voci della letteratura e della filosofia e sì, lo ammetto, anche perchè l’articolo diceva che il cimitero è pieno di gatti randagi.
Ci fermiamo nella pace e nel fresco in compagnia di qualche lettore e dei felini indaffarati a dormire tra le lapidi. Qualcuno ha detto che in un cimitero si trova tutto quello che serve ad un vivo, silenzio, acqua e ombra, ho sempre pensato sia vero.
La sera finiamo quasi per caso al memoriale del muro e poi, seguendo la nostra guida, cerchiamo un posto carino dove passare la serata.
E’ un giorno qualsiasi in settimana e al di là di qualche discoteca non troviamo nulla di aperto, torniamo in centro a berci un’ottima birra e a salutare Alexaderplatz e il suo caos.
Finiamo la serata dedicandoci allo street food, fritto misto, pane e aringa, bretzel e una birra che non ritroveremo altrove presa in bottiglia in un negozietto dove è disponibile il cavatappi perchè il gestore non è autorizzato ad aprirti la birra.Il mattino dopo salutiamo Berlino con un caffè, sempre nel solito bar l’unico in cui l’espresso è decente, il giorno dopo faremo un salto ad un altro particolarissimo cimitero e poi proseguiremo verso est fino al confine con la Polonia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *