Weimar e dintorni

Siamo in corsa da Heidelberg a Berlino e decidiamo di fermarci un paio di giorni a Weimar per visitare la cittadina in cui abitarono Goethe e Schiller e perché anche i dintorni offrono infinite possibilità.
Il viaggio attraversa interminabili lande tappezzate di campi coltivati, in ogni dove si vede solo campagna.
Ci fermiamo a fare colazione in una desolata area di servizio e scopriamo con sgomento il butter bretzel, il tradizionale pane tedesco ripieno di crema al burro.
Ci tornerà fame solo dopo le 8 di sera.
Per dormire facciamo tappa a Nora fuori dal centro, l’hotel è piccolo e frequentato sopratutto da lavoratori e camionisti i turisti scarseggiano, ma è pulito ordinato e il personale è decisamente gentile.
Per arrivare in città dobbiamo prendere la moto, arrivati in centro scopriamo che abbiamo solo un’ora per visitare la casa si Goethe. Io ho grandi aspettative perché mi piacciono moltissimo i suoi libri ma devo dire che il museo in sé, sebbene sia grande e ben organizzato non riesce ad entusiasmarmi anzi lo trovo piuttosto noioso e mi spiace aver speso quattordici euro per il biglietto di ingresso.
Il centro storico però ci piace davvero molto, il suo essere raccolto e in gran parte pedonale e gli edifici antichi dall’aria grandiosa.

 


Alla sera il festival delle luci ci incanta (un occhiata qui 😉) sui monumenti principali della città vengono proiettati dei cortometraggi abbinati a particolari colonne sonore, il centro è pieno di persone e noi seguiamo la folla da un punto all’altro lasciandoci trascinare dal fiume di gente.

Prima però ci concediamo una cena a ristorante per assaggiare il cibo tipico della Turingia, mangiamo dell’ottima carne, io opto per del maiale marinato, e beviamo una birra chiara saporitissima.
Qui come altrove, specie a Berlino, vedremo giovani ragazzi dall’aria alternativa scalzi con adesivi attaccati sulle gambe, ci incanta che non attirino l’attenzione di nessuno in Italia non andrebbe in questo modo.

Il giorno seguente lo sfruttiamo per due mete completamente opposte, iniziamo con il Campo di concentramento di Buchenwald ( Buchenwald site) e poi in cerca di leggerezza ci recheremo alle Saalfelder Feengrotten .
Arriviamo a Buchenwald verso le 9,30 del mattino, è una giornata soleggiata e il caldo è già infernale. L’entrata è gratuita, anche se consigliamo di lasciare una donazione, ed è possibile noleggiare le audioguide in lingua italiana, utilissime e davvero ben fatte, per il costo di 5 euro.
Il luogo è desolante e davvero angosciante, nell’aria si respira ancora un’atmosfera di tensione e tristezza.


All’interno sono sopravvissute le strutture in muratura, alcune delle quali adibite a museo.


Sono molte le cose che ci hanno colpito di questa visita che consigliamo davvero tanto, personalmente una delle cose che più mi ha toccato sono le storie, narrate in inglese, dei prigionieri. Le storie personali, di piccole rivoluzioni, di oggetti scolpiti, del tentativo di fare scuola, di piccoli regali costruiti per i figli lontani e talvolta consegnati a bambini ormai cresciuti.
L’audioguida fa vedere anche quello che non c’è più, la scelta di non ricostruire le baracche ma disegnarne solo il profilo sul terreno è particolarmente azzeccata.


Sarà una visita da cui uscirete particolarmente scossi.


E’ sconcertante scoprire che a termine della guerra, parte di questo territorio è stato utilizzato come campo speciale dai sovietici (Soviet Special Camp 2), vi è anche un museo dedicato a questa vicenda e alle tristi storie dei prigionieri.
Il campo di Buchenwald è tristemente famoso anche per gli esperimenti medici condotti sui prigionieri è però anche noto per essere uno dei pochi campi di concentramento in cui siano sopravvissuti un numero ingente di bambini, attorno ai quali gli altri prigionieri fecero gruppo per tutelarli I bambini di Buchenwald
Camminando nel territorio dove c’erano le baracche vedrete i vari memoriali, dedicati ai Rom, agli Ebrei, ai rifugiati politici e a tutte le vittime che qui sono perite.

Alle 4 del pomeriggio siamo rimontati in moto in un’atmosfera irreale, siamo un po’ frastornati abbiamo bisogno di leggerezza.
La scelta ricade sulle Grotte Saalfelder sono delle miniere medioevali riscoperte poi casualmente all’inizio del 900.


Il parco è bellissimo e molto adatto anche per i bambini, ci sono giochi interattivi, stupende fontane, un piccolo museo e una parte adibita a foresta incantata ( Per saperne di più )
Noi ci limitiamo a visitare le grotte, ci danno dei mantelli simil medioevali in feltro e un’audioguida ben fatta in italiano. Si scende nel profondo del terreno in comitiva, il tour è davvero ben fatto con piccoli espedienti per rendere il tutto più interessante ai bambini, tra l’acqua curativa delle grotte i sassolini da buttare per esprimere i desideri si cammina nei vari ambienti e si resta a bocca aperta per i merletti di stalattiti e stalagmiti e i riflessi mozzafiato.


L’ultima grotta poi è davvero spettacolare,dei colori straordinari si riflettono in uno specchio d’acqua e nel silenzio più totale parte prima un brano di Wagner e poi Nothing Else Matter dei Metallica.


Sono le sette di sera quando bevendo un sidro ci accorgiamo di essere a digiuno dalla mattina.
Questa giornata è stata davvero piena, tornati a Weimar ci dedichiamo a un buon curry wurster e ad un sacco di patatine fritte ma non facciamo le ore piccole, la stanchezza si fa sentire.

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