Viaggio in Germania: tour della Foresta Nera.

Due giorni del nostro viaggio sono dedicati alla Foresta Nera, seguiamo un tragitto panoramico consigliato da diversi siti locali e in effetti a giudicare dal numero di motociclisti siamo sulla giusta strada.
La prima parte del percorso attraversa piccoli borghi per ciascuno dei quali è indicato qualcosa di potenzialmente interessante da vedere.
Quando organizzate un viaggio in Germania tenete presente che per i tedeschi qualsiasi dettaglio può essere una potenziale attrazione turistica, potreste trovarvi a guardare una cascatella o un laghetto pensando “bhe tutto qua?”

Iniziamo il nostro tour da Trieberg qui andiamo a visitare le cascate più alte della Germania, il prezzo e di 5 euro e si tratta di una piacevole passeggiata nel bosco con diversi punti panoramici a picco sull’acqua. E’ un rilassante diversivo ma nulla che mi abbia entusiasmato in modo particolare, sarà per la siccità sarà perché in Italia vivo relativamente vicino alle montagne e di cascate ne ho viste davvero tante nella vita.
Il borgo invece mi è piaciuto davvero molto, decisamente turistico ma è proprio l’emblema del villaggio tedesco, quello che ti facevano colorare alle elementari quando studiavi la Germania.
Tutte le casette a graticcio, colori sgargianti orologi a cucù in ogni dove e un profumo di panini al formaggio appena sfornati, mancavano giusto la neve e i bambini con i pattini da ghiaccio ma era Agosto, sarebbe stato pretendere troppo.
Entriamo in un negozio di souvenir specializzato in cucù e ci troviamo immersi in un mare di orologi, non sono un articolo che ci interessa ma rimaniamo incantati per un po’, dopo aver preso del pane per ingannare la fame ci rimettiamo in viaggio che la giornata si rivelerà lunga.
Lungo la strada per Wolfach ci fermiamo a sbirciare il cucù più grande del mondo, giusto in tempo per vedere uscire dalla porticina un uccellaccio grosso come un t-rex. Sebbene sia visitabile decidiamo di proseguire.

Due consigli di viaggio: 1. Quando abbiamo girato l’Albania tutti i siti dicevano che c’erano pochi distributori di benzina noi ne abbiamo trovati ovunque anche nelle lande più sperdute. In Germania, dove avevamo dato per scontato che ce ne sarebbero stati moltissimi, invece sono presenti solo nei centri più grandi perciò attenzione, se prevedete di fare lunghi tratti lontani dalla civiltà, date un occhio al serbatoio. 2.In teoria le moto sarebbero tenute a pagare il parchimetro, se occupate un posto auto con la motocicletta dovete esporre il biglietto ( pare incredibile ma non ve lo ruberanno!) si trova on line un sito con l’indirizzo di tutti i parcheggi gratuiti riservati ai motociclisti inoltre se parcheggiate in un luogo in cui non date fastidio, se non ostacolate il traffico (compresi pedoni e ciclisti) è alquanto improbabile che vi facciano una contravvenzione. Noi abbiamo seguito queste regole e talvolta abbiamo approfittato dei parcheggi per ciclisti e non abbiamo avuto alcun problema.

Wolfach: consigliato dalla mia guida è un grazioso borgo che nel nostro viaggio sarà ricordato principalmente per la Torta della Foresta Nera che ci farà da pranzo, merenda e un po’ anche da colazione.
Ci fermiamo in un barettino del centro per degustare questa specialità al cioccolato panna e amarene che sarebbe in grado di risvegliare un morto, fantastica. Peccato che ci sia un caldo infernale e non si tratti di un dolce leggerissimo ma non basterà questo a fermarci.

Schiltach: bellissimo borgo Medioevale, tenuto davvero bene. E’ un piacere vagare per le sue vie, c’è un fiume che lo attraversa dove la gente fa il bagno e sulle rive del quale c’è un piccolo campeggio.

Alpirsbach: Qui è dove ci fermiamo a dormire, fuori dal centro c’è un camping molto grazioso gestito da due ragazzi giovani che offrono anche una birra di benvenuto. Sì perché questo paesello è famoso per il suo birrificio che sarebbe anche visitabile se riusciste ad arrivare nel primo pomeriggio ( unica visita alle 14.00) alla mia guida questo dettaglio sfugge e noi alle 15.00 ci troviamo in un paesello in cui qualsiasi cosa da vedere chiude alle 16.00 e in cui la desolazione è imperante.
Beviamo birra e assaggiamo specialità locali non ci rimane grande scelta.
Decidiamo di concederci una cena al ristorante dove mangiamo del maiale affumicato con uova al tegamino e patatine innaffiato da litri di birra locale, così riusciamo un po’ a consolarci della mancata visita.
Il mattino seguente continuiamo il nostro itinerario addentrandoci nella parte più motociclistica prendiamo l’B500 tutta curve fino a Baden Baden.

La colazione la facciamo a Freundstat un bel borgo con una piazza ampia e strade luminose costellate da piccole botteghe artigiane e negozietti.
Questa città è risorta ben due volte dalle sue ceneri, nel vero senso della parola dato che è stata distrutta da un incendio nel 1634 e poi di nuovo nel 1945.
Ci godiamo il sole nell’ampio giardino ammiriamo anche qui strane e originali fontane e poi a malincuore ci rimettiamo in viaggio.
Viaggiare attraverso la foresta è davvero piacevole, ci sono scorci meravigliosi e tantissimo verde, non sembra vero di vedere alberi in ogni direzione a perdita d’occhio.
Ci si aspetta di scorgere da un momento all’altro una fata o un folletto… chissà… Noi non abbiamo avuto la fortuna ma magari a voi andrà meglio.

Mummlesee: è un laghetto in mezzo alla foresta, molto turistico e piuttosto grazioso.
Non vi aspettate niente che vi faccia gridare al miracolo ma se viaggiate con i bimbi è un bel posto dove fare una lunga passeggiata intorno al lago o attraversarlo su una delle carinissime barchette in legno che si possono affittare per qualche euro.

Burg Hohenbaden: non so bene come arriviamo a questo bellissimo castello. Non è indicato sulla nostra guida, lo troviamo un po’ per caso nonostante sia alla fine di una ripida stradina. Si tratta di alcune rovine sulla cima di una collina, c’è anche un piccolo bar e l’ingresso al sito e il parcheggio sono gratis cosa alquanto insolita in Germania.
Non c’è quasi nessuno e rimaniamo incantati dalla vista meravigliosa e dal poter girare liberamente esplorando mura e torri, il paesaggio e il posto sono davvero da fiaba.
Prima di recarci a Baden Baden dobbiamo trovare un alloggio, guardiamo su internet ma per errore selezioniamo un campeggio al posto di un altro ben più turistico, non amiamo i grandi camping affollati ma non riuscivamo a capire se l’alternativa fosse o meno chiusa e che prezzi avesse dato che non indicava un sito internet.
Scopriamo che fortunatamente è aperto quando finiamo a Malsch in un campeggio piccolissimo in cui vi sono molti stanziali, qualche camper e nessuna tenda. Il prezzo è vantaggioso il posto tranquillo, i servizi ben tenuti e i proprietari gentili, c’è anche un piccolo ristorante ma stasera ci tocca il supermercato per risparmiare un po’.
Non finiamo di montare la tenda che una tempesta di vento spinge due simpatiche vecchiette a venire in nostro soccorso, sono venute apposta a controllare se ci fosse qualcuno nel parco giochi adibito a tent zone .
Ci viene offerta ospitalità in una casetta e facciamo quattro chiacchiere, la signora che è venuta a salvarci ci capisce, è di origine spagnola, aspettiamo con lei che si plachi il vento, ci dice che in questa zona può essere davvero pericoloso.

L’ultima meta della nostra giornata è Baden Baden.
Si tratta di una grossa città elegante, nota per essere un centro termale rinomato, è caratterizzata da begli edifici in stile art nouveau ma sopratutto in stile Barocco.
Non mi dilungherò, è la meta ultima del nostro tour ma non riesce a piacermi, troppo patinata per i miei gusti, scappiamo nel tardo pomeriggio dopo aver comprato birra e insalata che saranno la nostra triste cena.

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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