Viaggio in Germania: Friburgo la porta della Foresta Nera

La nostra seconda tappa è vicinissima alla prima ma ci avevano parlato benissimo di Friburgo e non siamo riusciti a resistere alla tentazione di visitarla.
Abbiamo prenotato una mega camerata in Ostello, non eravamo certi che la città fosse così bella ma il costo degli alloggi confermava il nostro sospetto… Sì perchè dal momento che un letto in camerata da 21 ci è costato sui 16 euro a testa vi lascio immaginare i prezzi di stanze e Hotel!
Ma non ci siamo fatti scoraggiare e appena arrivati eravamo pronti ad esplorare la città, indossati abiti civili abbandonato il bagaglio e il casco al deposito partiamo verso l’infinito e oltre.
D’altra parte la mattinata era cominciata sotto un ottimo auspicio,divorare un panino ai semi di girasole con cetriolini e tacchino appena svegli ti raddrizza la giornata e la strada in mezzo ai boschi che ci ha condotto alla città offriva scorci meravigliosi.

La prima cosa che decidiamo di sbirciale è la cattedrale gotica, il centro di Friburgo è interamente visitabile a piedi e noi, abbandonata la moto ci godiamo una bella passeggiata.
Le guglie in pietra calcarea rossa svettano nel cielo e si vedono da lontano, non ci è difficile trovare la meravigliosa cattedrale duecentesca che, data la nostra fortuna, è in parte coperta per lavori di restauro.

Non ci resta che ammirare la parti scoperte della facciata ed entrare all’interno dove diamo una sbirciata alle belle vetrate ( ciascuna rappresentate un mestiere) e non esitiamo ad accomodarci per ascoltare le prove del concerto che si terrà la sera stessa. Sì perchè un’altra peculiarità di questa chiesa è proprio il suo organo diviso in 4 diverse parti.

La piazza davanti alla cattedrale è la più grande di Friburgo e noi la troviamo gremita di bancarelle, non resistiamo al profumo della carne grigliata e assaggiamo il currywurst che a sorpresa, dato che io adoro le spezie, piace più a Davide che a me. Per rimanere in tema di cibo caratteristico disertiamo al birra e assaggiamo l’apfelschorle una sorta di succo di mela gassato. Non è una bevanda che riscuote molto successo e io non conosca nessun connazionale a cui piaccia, ma noi ovviamente non lo troviamo affatto male ( forse per il caldo o perchè non è troppo dolce o più probabilmente perchè ingurgitiamo praticamente ogni cosa?!).


Intervalliamo il nostro tour con una breve scappata in ostello per accaparrarci il nostro lettuccio e farci una doccia. Tra parentesi le docce sono fantastiche, mai visto nulla del genere, sono capsule in acciaio pulitissime e non perdono un goccio d’acqua, mi pare di essere in astronave.
Il pomeriggio ci dedichiamo a visitare la restante parte della città.
Partiamo da Augustinerplatz dove si riuniscono tutti gli studenti del posto, si intravvedono le rovine delle antiche mura e c’è il convento dei monaci Agostiniani. Nei pressi di questa piazza che è la seconda più grande della città si trova il quartiere Gerberau, grazioso e caratterizzato da piccole botteghe artigiane e da un canale che noi abbiamo ammirato praticamente in secca.
Eravamo curiosi anche di vedere i Bächle che la nostra guida annoverava tra le curiosità, qui canaletti che fiancheggiano quasi ogni strada di Friburgo ma che durante la nostra visita erano praticamente vuoti per via della siccità che andava avanti da mesi.
La leggenda vuole che chi ci mette un piede dentro sia destinato a tornare in città, o addirittura a sposarne un abitante, io ci inciampo continuamente imbranata come sono.
Finiamo il nostro tour con la visita delle due porte della città, quella degli Svevi e quella più antica di San Martino.


Mentre vaghiamo per le viette in attesa che venga l’ora di cenare, non che in Germania sia necessario aspettare troppo dato che mangiano alle 6, ci fermiamo a bere una birra dal Gatto Nero.
Scegliamo il posto per il nome e ci vuole un attimo prima di renderci conto che è la prima spina che ci concediamo dall’inizio del viaggio, prendiamo un innocua bionda e ci stupiamo del prezzo che è pressapoco la metà di quello di casa.


Casualmente ceniamo al mercato coperto, ci siamo passati davanti di pomeriggio e non abbiamo mancato di farci un appunto mentale. Consigliatissimo, cibo economico da tutto il mondo, noi proviamo il Persiano!
In serata vorremmo trovare qualcosa da fare ma i giovani del posto sono tutti seduti in piazza a chiacchierare e la città non pare offrire altre attrattive.
Passeggiamo ancora un po’ facendo il primo incontro con quella che sarà una costante del nostro viaggio: le fontane strane.


Poi esausti torniamo al nostro letto e alla camera ampiamente condivisa.

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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