Impressioni sul viaggio in Cina: i lati positivi

Ecco, ci siamo. Dopo tanti consigli di preparazione, un lungo diario di viaggio e l’elenco di tutto quello che non ci è piaciuto, siamo alla fine degli articoli sulla Cina. Il che significa che una volta pubblicato questo, andrò a piangere in un angolo per cinque minuti, poi mi metterò al lavoro per trovare altre mete di cui parlarvi.

Intanto però, vi racconto ciò che abbiamo amato di più del nostro viaggio in Cina, i lati positivi che ci hanno reso felici di questa scelta. E una piccola appendice sui nostri cibi preferiti, che non fa mai male!

In Cina anche un ponte moderno può essere uno spettacolo.

Tre cose della Cina che abbiamo amato

Il nostro viaggio è stato estremamente ricco di belle sorprese, e di momenti fantastici, quindi nel complesso è abbastanza difficile selezionare cosa abbia allietato di più l’esperienza in Cina. Perlopiù è stato un insieme di circostanze e sensazioni. Trovarci completamente spaesati, ma mai del tutto persi, essere circondati da novità, paesaggi, persone, città completamente diverse da ciò a cui siamo abituati. Abbiamo vissuto la Cina con i sensi tesi a catturarne il massimo (a parte in qualche sfortunato momento di malattia) e non siamo stati delusi.

Ecco perciò tre elementi che hanno spiccato nel rendere speciale la nostra avventura cinese:

  • Il verde cittadino

Lo ammetto, se c’è un colore che non avremmo mai associato alla Cina, questo è il verde. Ci aspettavamo che le città fossero enormi agglomerati di palazzi di cemento, grigie, tristi, con un’architettura che probabilmente pensavamo simile a quella della Russia sovietica. Un’estetica austera, puramente utilitaristica, industriale. Zone come queste esistono,  un esempio possono essere le immense periferie di Shanghai che abbiamo attraversato con il taxi in viaggio dalla stazione dei treni a lunga percorrenza. In quelle zone i palazzoni si vedono, eccome. Nei centri abbiamo però trovato uno scenario diverso, fatto di case basse e intrichi di viuzze. Viuzze e, attenzione, viali alberati. Tantissimi viali alberati. 

Ai viali alberati si aggiungono i parchi, frequenti in tutte le città che abbiamo visitato e decisamente frequentati. I parchi, anche quelli pubblici, sono spesso molto curati, e non manca mai l’acqua, sotto forma di laghetti artificiali impreziositi dai tipici ponti a zig zag. Ogni genere di attività si svolge in queste aree verdi, dal teatro, ai balli di gruppo delle signore, ai balli di coppia, al canto corale. Visitare qualunque parco cinese è affascinante, anche se non lo definirei rilassante perché con tutta questa vita il rumore è costante. In ogni caso è uno spaccato di vita locale che vale la pena vedere. 

Per voi un piccolo saggio della vitalità dei parchi cinesi, nonché del verde. Special guest: l’uomo in canottiera, immancabile e onnipresente in qualunque posto della Cina, sia esso la Città Proibita o la viuzza sotto casa. 

  • La magnificenza dei paesaggi

Inutile girarci intorno, in Cina tutto è enorme. Le proporzioni di qualunque spazio, urbano o naturale, sono su una scala diversa rispetto a ciò a cui siamo abituati noi europei. Di conseguenza, è impossibile non restare a bocca aperta davanti a spettacoli come l’immenso verde intorno alla Grande Muraglia o gli infiniti corridoi della Città Proibita. Anche solo una passeggiata nel centro di Shanghai o al mercato di Xi’an immerge il visitatore in un bagno di folla. Ci si chiede come possano esistere tante persone al mondo e come sia possibile vivere in zone così popolate. Ma questa è la Cina, viva, enorme, brulicante.

Del resto basta uscire dalle grandi città per ritrovarsi in mezzo a giganteschi spazi vuoti che ti fanno sentire un puntino minuscolo nell’universo. Noi ne abbiamo avuto un assaggio nella nostra visita alla stessa Grande Muraglia, da cui si vedono pochissimi, minuscoli centri abitati spersi in mezzo alle montagne. Praticamente solo verde, e l’orizzonte, immenso, impossibile da abbracciare con un solo sguardo. Incredibile come in questo paese di contrasti ci si riesca a sentire completamente isolati e in mezzo a un formicaio a così breve distanza di tempo. La sensazione che permane in ogni caso è di essersi trovati al centro della terra. Non saprei spiegare meglio di così, e vi giuro che non sto delirando. La Cina è così, su scala immensa in tutto, magnifica e tremenda. 

Muraglia, montagne, verde, orizzonte. L’immensità.
  • La gentilezza delle persone

I cinesi non sono timidi. In nessuna manifestazione del loro contatto con noi ci sono sembrati particolarmente riservati. E non sono sempre gentili, senz’altro, però a eccezione del bastardo motorizzato che per poco non mi ha falciato a Shanghai, non ricordo particolari manifestazioni di scortesia. Quello che ricordo è la gentilezza, perché le (numerose) volte in cui c’è stata, era unica. Gentilezza divertita, a tratti venata di impazienza, spesso spinta ben oltre il necessario. Gentilezza, più che cortesia. Il mio ragazzo, metà inglese, ha espresso la differenza così: “in Inghilterra se sei in difficoltà e chiedi aiuto, chiunque ti dà una mano. Se non chiedi, nessuno si muove per non essere invadente”. Ecco, ai cinesi non importa di essere invadenti, se ti vedono in difficoltà ti aiutano e basta. 

Mi ricordo ad esempio la coppia di anziani in treno che si è fatta in quattro per aiutarci a sistemare le valigie nel vagone, sollevando le piccole fino al vano in cima e spingendo e tirando la grande fino a farla entrare sotto i lettini. Il tutto senza che noi chiedessimo nulla e senza ammettere proteste. Mi ricordo il signore nel ristorante vicino al nostro ostello di Pechino, che mi ha trattenuto per il braccio mentre inciampavo sulla soglia e per poco non mi spatasciavo a terra. Rideva divertito e bonario, senza malignità. Mi ricordo la ragazza a Suzhou, che quando ho chiesto un bagno al ristorante mi ha accompagnato a quello pubblico, due ponti più in là, e sorrideva cercando di chiacchierare in cinese. Infine, la nostra ultima sera in Cina mi ricordo la signora del barbecue che per tutta la sera ci ha accudito come una mamma, portando braci, mettendo il cibo sulla piastra, girandolo e servendocelo, sempre con un sorriso caldo, senza che noi riuscissimo a far nulla.

Quindi ecco, i cinesi non sono cortesi, sono accoglienti. E questa accoglienza non si dimentica.

Non ho foto di nessuna delle persone citate, purtroppo, però compenso con una foto del barbecue dell’ultima sera, che ci introduce al tema successivo: il cibo!

 

Bonus: i nostri cibi preferiti

La Cina riguardo al cibo ci ha trattato molto bene. Abbiamo gustato piatti di tutti i tipi, dai noodles al barbecue ai fantastici ravioli. Abbiamo provato il bubble tea (niente di speciale), innumerevoli bevande gasatissime e dolcissime.  Tra i tanti, questi sono i piatti che ci portiamo nel cuore dal nostro viaggio:

  • frutta, ancora mi sogno quei deliziosi mangostani. Tutta la frutta è stata una sorpresa totalmente inaspettata e gustosissima;
  • baozi, uno street food di cui ci siamo innamorati. Questi panini ripieni sono la fine del mondo;
  • dolci, soprattutto quelli con i fagioli rossi, un ripieno che avevamo già scoperto in Corea e che ci manca più di quanto sia possibile ammettere. 

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Una delle nostre gioie in questi giorni è stata provare la frutta cinese. I negozi di frutta qui sono molto comuni e rispetto al resto del cibo piuttosto costosi, ma ne vale la pena, i prodotti sono generalmente locali e molto gustosi! Abbiamo provato yangmei (more cinesi), mandarini cinesi, frutto del drago, lychees, durian (il frutto dall’odore forte), ma ci siamo letteralmente innamorati del dolcissimo e succoso mangostano, che è anche molto fotogenico e bello da aprire, come vedete nel video! Piccionfrà ——————————————————————— #piccioniviaggiatori #piccioniviaggiatorifritti #piccioniovunque #piccionigrassi #frutta #chinesefood #chinesefruit #gnam #mangosteen #ilovefruit #fruits #travelblogger #travelgram #instatravel #foodtravel #viaggiaresempre #viaggiatori #mangioni

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E con questo concludiamo i nostri articoli sulla Cina. Scrivere di questo viaggio è stato un po’ riviverlo; essendo anche la prima serie di articoli che riesco a portare fino alla fine, scrivere è stato anche molto emozionante. La Cina comunque ci rimarrà sempre nel cuore, e chissà che un giorno non ci torniamo! Dopotutto è immensa e c’è così tanto da vedere. Ma ora è il momento di guardare oltre, verso nuovi orizzonti, nuovi paesi e… nuovo cibo! Buon viaggio!

Classe 1988, dalla Sardegna alla scoperta del mondo. Probabilmente ho imparato a leggere e a scrivere prima che a parlare. Le mie abilità sociali sono di recente sviluppo. Nella vita reale, sono una traduttrice freelance, faccio parte di un'associazione di cinema, racconto viaggi, storie e notizie internazionali e mi concentro nella ricerca del risotto perfetto. La multipotenzialità è un vizio di famiglia.
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