10. Kruja e Tirana, la fine del nostro viaggio.

Siamo alla fine del nostro viaggio in Albania, le tappe che ci mancano sono Kruje e Tirana ed entrambe si rivelano essere sorprendentemente belle.
Samo sulla via del ritorno e questo un poco ci rattrista, avremmo voluto riuscire ad approfondire maggiormente la Macedonia e il nord dell’Albania ma il tempo stringe e abbiamo il traghetto già prenotato.

KRUJE in quattro PUNTI

A Kruje arriviamo in mattinata, abbiamo prenotato via web un alloggio molto vicino alle rovine del castello dove dormiremo in un ampia camera proprio in centro, la location è stupenda, ad un passo da tutto quello che abbiamo intenzione di visitare in città e con una vista magnifica.

1. Il castello dove ha sede il museo di Scanderbeg (abbiamo già accennato all’eroe Albanese qui girokaster). Kruje era infatti l’antica capitale di Albania e città di questo leggendario eroe.
Il museo è articolato su più piani e ne narra la vita ( per approfondire date un’occhiata QUI) tramite l’esposizione di affreschi, dipinti, documentazioni storiche il tutto  anche a testimonianza delle gesta del popolo albanese che ha sempre mal sopportato il dominio straniero. Alla collezione manca però la spada di Scanderbeg che potrete vedere a Vienna al Museo delle Armi.
Come visita è nel complesso interessante e curiosa sopratutto per chi, come me, di questo personaggio storico fino a poche settimane prima sapeva poco o nulla

2. Il museo etnologico: in Albania sono piuttosto diffusi, noi abbiamo visitato solo questo, interessante e ambientato in una vera casa nobiliare Albanese ammobiliata come nei tempi antichi, da’ la possibilità al visitatore di sentirsi immerso nel passato.
Noi l’abbiamo dovuto girare velocemente essendo arrivati quasi all’ora di chiusura me ne è valsa davvero la pena, ci sono anche state spiegate le peculiarità delle diverse stanze decorate con incisioni e pitture murali, non mancate di farci un salto se siete in zona anche perché è stata dichiarata monumento culturale.

3. Dollma teque: piccolo ed antico tempio Bektashi dalle bellissime decorazioni.

4. Bazar: era la cosa che ci aveva incuriosito di più stando alla nostra scalcinata guida ed invece è stata quella che ci è piaciuta di meno. Ci aspettavamo qualcosa di simile ai bazar dei Balcani ed invece ad eccezione di qualche sparuto antiquario la maggiori parte dei negozi vende souvenir cinesi. Abbiamo però trovato dell’ottima grappa che abbiamo portato in Italia (legale ed illegale che poi è semplicemente quella fatta in casa) ed una borsa dalla divertente forma di tartaruga probabilmente prodotta in Turchia. La signora che me l’ha venduta nel timore che le tirassi il prezzo si è anche prodigata a descrivermi le fatiche che avrebbe fatto nel produrla cucendola a mano (?!) peccato che ce ne fossero di identiche in tutte gli altri negozietti.

Cosa fare a Kruja alla sera? Non ne ho idea! Il nostro B&B offriva la possibilità di mangiare un’ottima cena tipica in loco e noi eravamo troppo stanchi per goderci qualcosa di differente dal meraviglioso tramonto sulla città.

Tirana 5 buoni motivi per visitarla… +1

“ Non ci andate è grigia brutta e pericolosa” ci avevano detto noi invece vi diciamo che è colorata, vivace bella e tranquilla anche alla sera e che per noi è stata una bellissima sorpresa.

1. Torre dell’Orologio: La torre è stata costruita nel 1821 e offre una splendida vista sulla piazza centrale al costo di circa 1 euro, è la prima cosa che abbiamo visto a Tirana ed è bastata per convincerci che un giorno sarebbe stato poco per godersi questa città.

2. Piazza Scanderbeg: enorme e bellissima costellata da piccoli rivoli d’acqua dall’alto pare che la gente cammini sul mare per via della sua pavimentazione a vari toni tra il grigio ed il rosato.
Un tempo palcoscenico del partito comunista nel 2018 ha vinto il premio per il migliore spazio pubblico.

3. La piramide di Hoxa: Costruita come mausoleo del dittatore è uno degli edifici più costosi dell’Albania. Ora è completamente abbandonata, se siete temerari potrete arrampicarvi fino alla sommità ma non dimenticate che salire è facile scendere molto meno.

4. Arte contemporanea e street art: si trova in ogni angolo dalle opere di grandi artisti ideate proprio per gli spazi comuni ai graffiti che rendono la città tutt’altro che grigia. Mi ha stupito quanto Tirana sia moderna e colorata. Noi ci siamo divertiti ad andare a caccia dei palazzi comunisti dalle facciate variopinte

5. Bunk’Art 1: è l’esperienza che mi ha colpito  di più tanto da rovinarmi il sonno. In un bunker sotteraneo è stato ricavato un museo sul regime di Hoxa. L’ambiente è claustrofobico e i temi narrati sono inquietanti, spionaggi, torture, la polizia segreta del regime, i morti e il delirio di onnipotenza del dittatore. La storia che mi ha angosciato di più si trova tra le vicende riguardanti le vittime, riguarda una ragazza giovanissima, studentessa, accusata di essere contraria al regime e torturata ad oltranza per farsi svelare i nomi di complici che non aveva perché era innocente e non apparteneva a nessuna organizzazione sovversiva. E’ morta sola, abbandonata, innocente e resa folle, non ricordo il suo nome ma la sua vicenda mi ha messo un ansia terribile tanto che talvolta ci ripenso, purtroppo immagino sia stata  una delle tante a finire la propria vita in questo modo orrendo.
Ritornare alla luce abbagliante di piazza Scanderbeg è stato un sollievo. La nostra guida assicura che Bunk Art 2, appartenuto a Hoxa e situato fuori dal centro città, è ancora più interessante purtroppo per noi è stato impossibile visitarlo per motivi di tempo.

6. Il mercato nuovo, Pazar i Ri: qui potrete trovare spezie buonissime, prima tra tutte una paprika dal gusto unico, io l’ho quasi terminata e dopo più di un anno sarà dura tornare a quella classica. Abbiamo preso anche dell’ottimo Te simile a quello tipico turco.
Il mercato è estremamente ben tenuto e ordinato e può essere anche un ottimo luogo dove comprare frutta e verdura.

Qui finisce l’elenco per punti di quello che non potete assolutamente perdervi della bella capitale albanese anche se in realtà avendo più tempo ci sarebbe anche molo altro da guardare.
Noi abbiamo concluso la serata al Block dove un tempo vivano i membri del partito e che adesso è diventato il centro cool e giovane della città. Abbiamo mangiato dell’ottima carne innaffiata da della buona birra. Il quartiere ci è risultato un po’ troppo radical chic per i nostri gusti ma vale comunque la pena di farci un salto.
Il giorno seguente ci siamo limitati a girare un po’ per le vie di Durazzo per poi imbarcarci su una nave decisamente migliore di quella dell’andata.
Durante il viaggio abbiamo conosciuto un altro simpatico motociclista con cui abbiamo trascorso tutte le 20 ore che ci separavano da Ancona e così il tempo ha viaggiato un po’ più in fretta.

Nel prossimo post vi dirò 10 cose che ci sono piaciute tanto di questo paese e qualcosa che invece abbiamo gradito poco

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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