8. Skopje città con due facce

L’impatto con Skopje la sera è surreale, è tutto il giorno che vaghiamo per la Macedonia, graziosi paesini agricoli, cittadine dall’architettura poco incisiva, poi arrivi in centro a Skopje e ti trovi a tu per tu con una mastodontica architettura neoclassica: enormi fontane il tutto illuminanato da miriade da led che cambiano colore.Skopje è così tutto da andare oltre l’apoteosi del Kitsh e sembrare quasi bella, è il contrasto tra il centro modernissimo e i quartieri vecchi in cui edifici bassi dall’aria modesta e mercati multicolore la fanno da padrone é, anche o forse sopratutto, la differenza netta tra poveri, poverissimi, e ricchi.


A noi alla fine, nonostante tutto, è piaciuta…
La sera siamo esausti e ci limitiamo a passeggiare un po’ fermandoci a mangiare qualcosa al volo e bere un kafa in un piccolo bar nell’old bazar.
Il giorno successivo invece lo dedichiamo tutto alla città…
Partiamo da Makedonia Square la piazza che la sera prima ci aveva tanto stupito, nel centro, posta su un piedistallo, circondato da guerrieri e Leoni c’è la statua di Alessadro Magno.
Poco più in là una fontana di quelle che sputa lunghi getti dal terreno è la gioia di orde di bimbi, che cercano tra i suoi getti un po’ di sollievo al caldo infernale.
Ci sono bambini di tutti i tipi anche i piccoli che chiedono l’elemnosina nella piazza talvolta si concedono qualche minuto di svago nella fontana.
Ci dedichiamo ad esplorare il centro, lungo il fiume Vadar fanno mostra di sè edifici nuovi e dall’architettura imponente, anche questi li avevamo intravisti la sera precedente illuminati da led multicolore, di giorno, l’effetto che danno è decisamente migliore.


Ci è piaciuto l’Art Bridge in cui si cammina circondati dalle alte statue delle figure artistiche più importanti della Macedonia, ci siamo soffermati a guardarlo più attentamente verso mezzo giorno, quando per trovar ristoro dal caldo infernale abbiamo deciso di infilarci al museo archelogico che ci era stato consigliato vivamente.
Effettivamente riesce a stupirci, è splendido, l’interno totalmente buio, le vetrinette illuminate e ben spiegate in diverse lingue, ricostruzioni vere e proprie di abitazioni e paesaggi dei vari periodi storici, è la prima volta che vedo un museo di questo tipo strutturato così bene da non risultare noioso nemmeno al 4 piano…
In mattinata per, prima di cercare rifugio, visitiamo per innanzi tutto la Moschea del sultano Murad la più antica della città, la troviamo affascinante poi decidiamo di spostarci verso la moschea Mustafa Pasha spoglia e decorata internamente a motivi tradizionali con un bel giardino esterno.


Quest’ultima si trova nella città vecchia vicina alla fortezza di Kale, imponente costruzione di carattere militare, vaghiamo per le mura e sostiamo nel giardino alla ricerca di refrigerio, la salita sulla sommità della collina che sovrasta la città, ci ha davvero affaticati, ci sono più di trentacinque gradi e, dopo un giro veloce dell’Old bazar, diventa necessario trovare un posto dove rifugiarci.


Nel pomeriggio vaghiamo a caso, passiamo davanti alla vecchia stazione ferroviaria ora chiusa e un tempo sede del museo cittadino con l’orologio sulla facciata che ricorda l’ora del sisma del 1963, evitando il museo dedicato a Maria Teresa di Calcutta di cui la città vanta i natali, finiamo invece a girare per le vie di un mercato periferico dove faremo il pieno di spezie.
La paprica affumicata Macedone di cui ho ancora una discreta scorta è davvero ottima!
Nelle nostre peregrinazioni ci troviamo a tu per tu con strani edifici di stampo socialista figli della ricostruzione post terremoto, quartieri dagli enormi mercati colorati, vicoli stretti popolati da negozietti artigiani, nulla a che vedere con l’altisonante centro neoclassico.
Questa dissonanza sarà una delle cose che ci colpirà di più di Skopje.
Il giorno seguente abbiamo in programma di tornare indietro fino a Tetovo per vedere la Moschea dipinta che ci hanno consigliato per la seconda volta, poi andremo al sito archeologico di Stobi e finiremo la giornata in Albania a Prilep sull’altra sponda del lago Orhid.

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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