6. Benvenuti in Macedonia, Orhid mille chiese e un lago.

Varchiamo il confine con la Macedonia al mattino, c’è coda ma gli automobilisti sono gentili ci fanno cenno di superarla ed infatti alla frontiera i documenti dei motociclisti vengono controllati insieme a quelli dei pedoni e dei ciclisti in modo da non rallentare lo scorrimento della fila.
Il doganiere con aria contrariata ci chiede come mai non abbiamo la carta d’identità biometrica, io lo guardo con aria interrogativa, ritenta chiedendo quella elettronica, gli diciamo che ancora non sono molto diffuse nei nostri paesini, ci dice che alla fine non è un problema e continuando a guardarci piuttosto male ci lascia entrare in Macedonia.
In ogni caso anche il sito della Farnesina vi confermerà che la I.D è più che sufficiente per passare la frontiera quindi in caso non spaventatevi se vi fanno strane domande.
Avremmo voluto visitare un po’ questo stato già diversi anni avanti nel nostro primo viaggio in moto nei Balcani (potete sbirciarlo qui) ma purtroppo non era stato possibile includerlo in quell’itinerario.
Di primo acchito ci sembra che le differenze non siamo molte ma basta poco per rendersi conto che la cucina e la lingua sono molto più simili al serbo che all’albanese e anche il paesaggio muta. Una cosa che invece non cambia ai due lati del confine è l’estrema disponibilità e gentilezza delle persone.
La nostra prima tappa è Orhid con il suo meraviglioso lago, i suoi gatti perplessi e le sue mille chiese.
Abbiamo prenotato una notte in un piccolo B&B piuttosto economico e ci troviamo in un luogo incantato. La padrona di casa amante di giochi d’acqua e sculture ha trasformato il giardino in uno strano mix di cicogne, nanetti e mulini che presi singolarmente sarebbero orribili ma l’uni vicino all’altro in quel minuscolo spiazzo verde pieno di fiori sembrano quasi belli.
I padroni di casa non parlano inglese ma sono estremamente gentili, ci facciamo insegnare qualche parola di Macedone e, mentre beviamo il Caffè turco che ci hanno carinamente offerto (e di cui andiamo pazzi), ci spiegano come raggiungere la parte vecchia della città e dove si trova la spiaggia più vicina.
Iniziamo dal centro storico, sappiamo che la cittadina è una delle più belle dell’intero stato ed è famosa per le sue chiese antiche e noi non mancheremo di visitarne una buona parte.
Ma quando arriviamo sfiancati in cime alla salita che porta al centro storico decidiamo di iniziare con la fortezza e con le sue mura medioevali su cui ci inerpichiamo per goderci la splendida vista dall’alto del lago.

Vaghiamo poi tra i resti di Plaošnik e visitiamo la chiesa di San Clemente anche se la zona sta subendo un bel cantiere di restauro.
Non manchiamo di entrare in ogni chiesa sia aperta in effetti, e diciamo che ne vale la pena dato che non distano molto le une dalle altre e molte racchiudono meravigliosi affreschi.

Quella che mi piace di più è quella dedicata a Sveti Jovan e Kaneo, posta su una rupe a picco sul lago e dal cui muretto si gode una visuale meravigliosa sui dintorni.
Mentre aspettiamo di poter visitare l’interno ( il signore che possiede le chiavi si è momentaneamente assentato) facciamo la corte ad un grosso gatto grigio mollemente adagiato al sole che pare non apprezzare troppo le nostre attenzioni e ancor meno il book fotografico a cui lo sottopongono due ragazze.

L’interno non è ampiamente decorato ma sopravvivono bellissimi affreschi originali, a noi è stata data una tunica perché eravamo sbracciati (è l’unico posto dove ci è successo) e c’è un modesto biglietto d’ingresso. Da questo luogo è possibile anche raggiungere il centro tramite una corsa in barca, non so dirvi di più dato che noi abbiamo passeggiato.

Dopo esserci dedicati ad un veloce giro del centro, delizioso con le sue strade strette, i gattoni placidi e le porticine in legno, rimandiamo la visita dei vari negozietti alla sera e decidiamo di fare un bagno nel lago Orhid.
Dopo essere finalmente riusciti a buttarci nel Balaton l’anno scorso  non vogliamo perderci questa ghiotta occasione.
L’acqua è calma e rimane bassa per molti metri dalla riva, io nuoto a largo Davide, freddoloso come sempre si limita a camminare fino a che l’acqua non gli raggiunge le ginocchia, rimaniamo così a mollo a goderci il tramonto mentre piccoli pesciolini si assiepano attorno ai nostri piedi pizzicandoli leggermente.
Abbiamo in programma più avanti, un’altra tappa sul lago e vorremmo dedicarla ad una giornata di relax in spiaggia purtroppo però il meteo farà in modo che questo resti l’unico nostro tuffo nelle acque del lago Orhid.
La sera mangiamo carne ripiena di formaggio, un piatto saporito di cui ci procureremo la ricetta per poterlo riproporre a casa. Il proprietario del ristorante resta a lungo a chiacchierare con noi consigliandoci itinerari per il giorno seguente. La nostra meta ultima infatti sarà Skopje ma vorremmo includere nello spostamento anche altre tappe intermedie… Non sappiamo ancora che il giorno successivo sarà ricco di folli sorprese.

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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