Il viaggio in Cina: l’indispensabile, l’utile e il superfluo parte 2

Siete pronti a partire in Cina con noi? Ormai i preparativi sono quasi finiti e si avvicina la partenza vera e propria! Oltre alla ricerca di informazioni, ci sono almeno altre tre fasi importanti: la burocrazia, la creazione di un itinerario e infine, quando tutto il resto è pronto, la valigia.

Burocrazia e prenotazioni del viaggiare in Cina

Sarò onesta su questo punto: la burocrazia necessaria per viaggiare in Cina è stata uno degli elementi più fastidiosi, quello che più spesso mi ha fatto chiedere “ma chi ce l’ha fatto fare?” Il lato positivo è che la maggior parte si svolge prima del viaggio. Una volta partiti rimane solo da abituarsi ai continui controlli del passaporto e checkpoint di sicurezza (di cui parlerò prossimamente).

La parte più noiosa è senza dubbio il processo per procurarsi il visto, che ho già descritto in un articolo precedente. In seguito alla pubblicazione dell’articolo, in molti mi hanno consigliato per la prossima volta di arrivare a Hong Kong e procurarsi il visto lì, dove è più economico. Io però sono una persona puntigliosa e ansiosa, e l’idea di arrivare a Hong Kong con un viaggio pianificato in Cina e senza visto non mi attira molto.

Come abbiamo prenotato treni e alloggi

Per procurarsi il visto occorre in teoria prenotare tutti gli alloggi. Non è però un grosso problema, noi abbiamo cambiato gran parte del nostro itinerario dopo aver fatto il visto. Basta prenotare alloggi con cancellazione gratuita e poi nel caso decidere. Dove prenotare? Noi abbiamo trovato molto comodo Booking.com, che è comunque di solito il nostro preferito: oltre alla vasta scelta, presenta il non trascurabile vantaggio di poter stampare la prenotazione in cinese, il che vi sarà di grande aiuto quando sarete alla disperata ricerca di una persona locale che vi guidi dopo aver fatto su e giù con le valigie per la stessa strada tre volte (storia vera). Scegliendo l’alloggio in Cina, è opportuno assicurarsi che siano presenti recensioni di stranieri, perché su molti siti (e anche su Booking) sono presenti anche alloggi che non hanno il permesso di ospitare non cinesi. Questo perché gli hotel o ostelli hanno l’obbligo di registrare qualunque presenza dall’estero presso la stazione di polizia locale, e non tutti possono farlo. Meglio quindi essere sicuri a priori

L’ultimo passaggio per noi sono stati i treni: al momento di decidere fra improvvisazione e pianificazione, abbiamo stabilito che volevamo risparmiare tempo. Per evitare file in stazione o inconvenienti di qualsiasi tipo, abbiamo prenotato tutti i treni in anticipo tramite il sito TravelChinaGuide. La migliore decisione che potessimo prendere: i biglietti dei treni vanno via in fretta, e un paio delle nostre scelte erano già sold out. Il supporto clienti di TravelChinaGuide in questo si è rivelato prezioso. L’ultimo tocco lo abbiamo dato ordinando la consegna dei biglietti al nostro primo alloggio, per non dover passare il nostro primo giorno a Pechino in una fila alla stazione.

Con questo, tutta la documentazione è fatta. Ma, in effetti, dove andiamo?

Dove siamo stati: il nostro itinerario in Cina

Il nostro itinerario finale è stato questo:

Pechino

Xi’an

Suzhou

Hangzhou

Shanghai

Pechino

Tutte città importanti, alcune più note di altre, tutte profondamente diverse l’una dall’altra. Pechino e Shanghai sono due giganti che non hanno bisogno di presentazioni; il nome di Xi’an magari non vi dirà molto finché non aggiungo “esercito di terracotta”; Suzhou e Hangzhou sono molto famose in Cina e direi quasi sconosciute da noi. Suzhou è la città dei giardini meravigliosi e dei canali, mentre Hangzhou è nota per il suo enorme e suggestivo lago.

Guardando la mappa, è incredibile pensare a quanti chilometri abbiamo percorso, alla velocità a cui siamo andati. Il treno proiettile che abbiamo preso da Shanghai a Pechino viaggia a 350 km orari, e ha percorso in quattro ore e mezzo una distanza di circa 1318 chilometri, poco meno che scendere da Francoforte a Napoli in auto. 

Impressionante, vero? Eppure, rimpicciolite la mappa e guardate come queste grandi distanze si perdono nell’immensità della Cina.

La valigia per la Cina: cosa abbiamo portato, cosa ci è servito e cosa no

Il nostro bagaglio per il viaggio era costituito da:

Una valigia grande

Una valigia piccola

Uno zaino a testa

Una borsa grande piatta inserita nella valigia da usare al ritorno per eventuali souvenir e regali

Per due persone in due settimane (più quasi una settimana a Londra al ritorno) ad alcuni sembrerà troppo, ad altri troppo poco, a seconda del proprio stile di viaggio. Per noi è stato un grande progresso rispetto al precedente viaggio in Corea del Sud, dove ci siamo trascinati dietro DUE valigie grandi, una o due valigie piccole (i ricordi sono confusi) e due zaini.

Quest’anno abbiamo stabilito che avremmo viaggiato leggeri. C’è voluta un po’ di autodisciplina, ma stiamo decisamente migliorando.

I vestiti

Non è stato facile organizzare il bagaglio per questo viaggio, principalmente perché le informazioni sul clima erano piuttosto contraddittorie. Caldo, caldissimo, freschino, pioggia? In più c’erano i giorni a Londra da prendere in considerazione. Ho perciò stabilito di portare una varietà di capi di abbigliamento con tre principali caratteristiche: adattabili , stratificabili, non ingombranti.

Le mie liste cambiano sempre all’ultimo momento, ma ci sono almeno tre cose che ho inaspettatamente ringraziato di essermi portata:

un paio di leggings e un paio di collant: li ho usati da soli e in un paio di occasioni stratificati con pantaloni. Occupano pochissimo spazio e sono una salvezza;

una giacca lunga impermeabile: piatta, leggera, tante tasche, perfetta per le giornate impreviste di pioggia, anche qui massimo rendimento con minimo ingombro;

un vestitino leggero con forma a maglietta: capo multiuso per eccellenza, l’ho usato da solo e con i leggings, peso vicino allo zero, fantasia colorata quasi elegante, non ha bisogno di essere stirato; in breve, perfetto.

Nonostante il proposito di minimalismo, è spesso inevitabile portarsi dietro in viaggio una o due cose che proprio non si riescono a usare. Per me non è grave, a meno che non siano ingombranti, perché può dipendere da mille imprevisti, climatici e non. Avrei comunque potuto fare a meno di:

il terzo maglioncino: ho portato tre maglioncini in questo viaggio, uno nero, uno bianco e uno a mezze maniche leggero giallo; il bianco l’ho usato solo a Londra e praticamente solo perché mi scocciava essermelo portato senza averlo sfruttato; 

l’impermeabile: ha piovuto, certo, ma con due ombrelli e una giacca impermeabile ciascuno eravamo sufficientemente attrezzati.

In ogni caso, posso dire di aver avuto bisogno del mio variegato guardaroba da viaggio. La ragione per questo?

IL CLIMA

Pechino 1: grigio piombo, ma temperato

Xi’an: caldo secco e molto soleggiato, sui trenta gradi

Suzhou: caldo umido tropicale, sopra i quaranta gradi, quattordici in mezzi e luoghi pubblici

Hangzhou: come Suzhou, con più zanzare

Shanghai: pioggia, grigio, sotto i venticinque gradi

Pechino 2: soleggiato e caldino, intorno ai trenta gradi

Londra: pioggia, sotto i venti gradi

Quando si viaggia su distanze lunghe come quelle percorse da noi, è importante tenere conto della possibilità che ci siano cambiamenti incredibili di temperatura e umidità. Avere un guardaroba variegato e facile da ricombinare e stratificare può aiutare molto ad affrontare variazioni di clima altrimenti traumatiche. Personalmente, a Londra ho ceduto e ho comprato un paio di jeans, che mi hanno salvato per gli ultimi due o tre giorni in cui TUTTO è stato buttato in lavatrice (sì, fare tappa dalla famiglia del mio compagno al ritorno ci ha salvato dal dover lavare ogni cosa a casa nostra). 

View this post on Instagram

Notizie dalla Cina: oggi ci siamo alzati presto per fare i turisti. La visita ci ha decisamente ripagato! Questo è il pozzo numero uno, dove si trovano circa seimila guerrieri dell’armata di terracotta. Vederli da vicino è incredibile, non un viso è uguale all’altro. Nella loro versione originale, dipinti di colori sgargianti, dovevano essere ancora più spettacolari! Ora ci prepariamo a un altro viaggio in treno notturno! Per oggi dalla Cina è tutto! Piccionfrà ————————————————————— #ricordidiviaggio #travelgram #instatravel #bucketlist #travelbug #travelbucketlist #viaggiatori #viaggiaresempre #viaggiarechepassione #china #cina #ig_china #igchina #terracottawarriors #xian #storia #explore

A post shared by Piccioni Viaggiatori Fritti (@piccioni_viaggiatori_fritti) on

Medicinali

Ok, non voglio sembrare ipocondriaca: ho tanti testimoni che possono confermare che ho una tendenza puntuale e atroce ad ammalarmi quando viaggio. Normalmente si tratta di problemi delle vie respiratorie (tonsille ipertrofiche, ce l’ho con voi), ma ho avuto di tutto e di più nel corso dei miei viaggi negli anni scorsi.

Da qualche anno a questa parte, viaggio con mezza farmacia portatile appresso, e in Cina questo mi ha salvato. Il clima di Suzhou e Hangzhou ha infatti scatenato il raffreddore peggiore della mia vita, in cui ho consumato in tre giorni otto pacchetti di fazzoletti, naturalmente con il solito contorno di tonsille gonfie. Senza contare che l’aria condizionata mi ha bloccato il lato destro del collo, tanto che perfino vestirmi era doloroso. Aggiungere a tutto ciò un piatto di costolette piccanti a Suzhou che ha minacciato di attaccarmi al gabinetto per ore e una meravigliosa afta gonfia. Perciò, devo un sentito ringraziamento a tre medicine:

Bentelan: dopo giorni di spray per la gola, Ibuprofene e fazzoletti, ho iniziato a prenderlo, e in tre giorni mi ha ucciso il raffreddore; ho poi scoperto che se applicato sopra le afte brucia come l’inferno, ma le elimina in un paio di giorni; ci sposeremo a breve;

Muscoril: me lo sono portato dietro senza minimamente pensare di usarlo, e invece mi ha rimesso in sesto la spalla bloccata; non ti sottovaluterò mai più;

Imodium: ha impedito che ai drammi clinici di cui sopra si aggiungesse anche una diarrea fulminante.

Toeletta

Un campo sul quale sono sempre indecisa: portarmi i trucchi o lasciar perdere? Campioncini usa e getta o prodotti solidi?

Dentifricio, sapone, shampoo e idratante solido sono stati condivisi tra me e il mio compagno, riducendo quindi la quantità. Non tutto però è risultato pratico all’uso prolungato, e ci sono alcuni prodotti che credo lascerò a casa la prossima volta:

Shampoo solido: è un beniamino di molti viaggiatori, ma non verrà più con me. I miei capelli sono capricciosi, e avrei fatto meglio a portare una bottiglietta piccola con il mio solito shampoo. Inoltre, lo shampoo si è appiccicato alla scatola di metallo ed è diventato una poltiglia che tiravo fuori a pezzi. La scatola poi è molto più ingombrante di una bottiglietta, perciò se si imbarca un bagaglio non ne vale la pena;

Idratante solido: anche in questo caso la scatola era decisamente ingombrante. Forse sarebbe stato meglio portare invece una serie di campioncini da eliminare man mano, oppure metterlo in una busta di plastica;

Trucchi: ogni volta me li porto e ogni volta non li uso; forse dovrei lasciar perdere. Non mi trucco quasi mai neanche nella vita normale, non vedo perché dovrei farlo in viaggio. Soprattutto quando mi sciolgo in sudore a quaranta gradi.

Almeno una cosa compresa all’interno del settore toeletta, però, merita un encomio speciale:

Salviette di tutti i tipi: nei bagni dei treni, nei ristoranti dopo aver mangiato con le mani spiedini di carne, o nella stanza dell’ostello con le dita tutte appiccicose dalla frutta, vi abbiamo amato.

View this post on Instagram

Una delle nostre gioie in questi giorni è stata provare la frutta cinese. I negozi di frutta qui sono molto comuni e rispetto al resto del cibo piuttosto costosi, ma ne vale la pena, i prodotti sono generalmente locali e molto gustosi! Abbiamo provato yangmei (more cinesi), mandarini cinesi, frutto del drago, lychees, durian (il frutto dall’odore forte), ma ci siamo letteralmente innamorati del dolcissimo e succoso mangostano, che è anche molto fotogenico e bello da aprire, come vedete nel video! Piccionfrà ——————————————————————— #piccioniviaggiatori #piccioniviaggiatorifritti #piccioniovunque #piccionigrassi #frutta #chinesefood #chinesefruit #gnam #mangosteen #ilovefruit #fruits #travelblogger #travelgram #instatravel #foodtravel #viaggiaresempre #viaggiatori #mangioni

A post shared by Piccioni Viaggiatori Fritti (@piccioni_viaggiatori_fritti) on

Extra

Dalla tecnologia allo sport (ebbene sì!), anche qui ci sono alcune cose che ci tengo a segnalare:

Il kindle: ho letto tantissimo durante il viaggio in Cina; in aereo, in treno, in pullman, i momenti non mancano. Sono stata felice di essermi portata un kindle bello pieno di libri, meglio che essere costretti a centellinarne uno solo e non avere scelta;

Il tappetino e i calzini antiscivolo da yoga: avevo deciso di continuare la mia pratica quotidiana, perciò ho scaricato i video nel minicomputer e impacchettato un minitappetino. Non ho saltato un giorno, e la consapevolezza di aver continuato un’attività salutare che amo mi ha dato una carica di autostima pazzesca. Mi ha fatto anche da appiglio quando mi sentivo troppo estranea e lontana da casa;

Il diario di viaggio: quando non leggevo sui mezzi di trasporto, scrivevo; per la prima volta in vita mia sono riuscita a raccontare in modo approfondito un viaggio dall’inizio alla fine; insieme allo yoga, l’attività che mi ha dato più soddisfazione; sono molto felice di aver registrato tutti i ricordi prima che potessero perdere pezzi e attenuarsi.

Con questo, i preliminari sono finiti e si entra nel vivo del viaggio in Cina. Prossima destinazione: Pechino!

In partenza!

 

Classe 1988, dalla Sardegna alla scoperta del mondo. Probabilmente ho imparato a leggere e a scrivere prima che a parlare. Le mie abilità sociali sono di recente sviluppo. Nella vita reale, sono una traduttrice freelance, faccio parte di un'associazione di cinema, racconto viaggi, storie e notizie internazionali e mi concentro nella ricerca del risotto perfetto. La multipotenzialità è un vizio di famiglia.
3 comments
  1. Ciao! Complimenti per il bell’ articolo, ironico ma molto utile. Non ho in programma di andare in Cina (non per ora intendo) ma quando organizzerò il mio viaggio farò affidamento sui tuoi post.

    1. Ti ringrazio! Sono felice che l’articolo ti sia sembrato utile! 😊

  2. Sogno un viaggio in Cina da quando ero bambina – colpa di Mulan! -, se e quando riuscirò ad organizzarlo questo articolo sarà la prima guida che consulterò. 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *