2.BERAT, meravigliosa città e patrimonio UNESCO

Berat

A Berat arriviamo nel primo pomeriggio, la camera che abbiamo affittato ha una vista meravigliosa sul quartiere di Mangalem, uno dei più belli ed antichi della città, ed é in pieno centro. I ragazzi ci dicono di lasciare pure ferma la moto che non  servirà Berat é una città da girare a piedi….

Ci fermiamo a parlare con Denis che é nato qui ma é cresciuto in Italia e ne é testimone il suo forte accento vicentino, ci parla del suo business: il commercio di macchine usate dall’Italia all’Albania e del Bed and Breakfast che ha invece aperto per l’estate. E’ giovanissimo ma in gamba, ci racconta del suo paese come di un’economia fiorente destinata ad attrarre dall’estero industrie e call center, d’altra parte qui sono disposti a lavorare per poco e con orari che altrove non sarebbero accettati. Ci dice che gli stipendi medi sono molto bassi ma che i beni di consumo, quelli che servono per una vita modesta, non sono cari.
Su suo consiglio ci avviamo a piedi verso il castello a suo parere vale assolutamente la pena di essere visitato, ci fermiamo prima a comprare dei crostini al bacon e due birre fresche,non mangiamo dalla sera precedente e la fame comincia a farsi sentire.
La salita che porta in cima alla collina é ripida e scivolosa, i sassi levigati dal tempo creano una superficie liscissima su cui é complicato camminare e quasi impossibili transitare con mezzi a due ruote. Le pecore in compenso non hanno alcun problema e precedendo il loro pastore ci superano in resistenza e velocità.

Quando arriviamo in cima quello che si mostra a noi é uno spettacolo grandioso, saliamo su una scalinata che permette di guardare dalla torre, una delle parti rimanenti delle mura della fortezza, il panorama sottostante e poi partiamo ad esplorare il posto.


All’interno delle mura ci sono edifici privati tutt’ora abitati, il museo di arte medioevale, la chiesa di S.Triadhes e il museo Onufri.
Noi non manchiamo di visitarli tutti, anche perché nessuno ci porta via molto tempo.
Rimango incantata davanti ai magnifici affreschi ed a icone di pregio e all’ombra degli edifici in pietra ci ristoriamo del caldo tropicale che nemmeno a mezzo pomeriggio pare volerci dar tregua.
Prima di scendere a visitare la città ci fermiamo dimentichi delle raccomandazioni che ci sono state fatte a prendere un bicchiere di piccole susine dolcissime da una signora che vende frutta a lato della strada, completiamo la merenda con una seconda birra, bevuta in un piccolo bar appena fuori le mura, con una vista che domina dall’alto tutta la città.
Vaghiamo nelle vie del centro la nostra guida é estremamente laconica, tratta soprattutto di Tirana ma era l’unica in commercio in Italia in Luglio, quando l’abbiamo acquistata, ora per fortuna vostra avrete l’imbarazzo della scelta andando in qualche grossa libreria.
Così nella moschea del re e nella sua guida ci imbattiamo quasi per caso, l’edificio é uno dei più antichi della città, il signore che parla un po’ di Italiano ci ha spiegato la sua storia e il suo essere stata utilizzata a fini ludici nel periodo del comunismo. Le decorazioni sono molto belle e il signore molto simpatico, nel biglietto di ingresso é compresa anche la visita al Teke posto nelle vicinanze della moschea.


Per la prima volta sentirò chiedere a Davide, biondo e con gli occhi blu se io sono albanese, moltissime coppie che visitano l’entroterra dell’Albania sono così composte… sarà una domanda che ci accompagnerà in molti luoghi, ma non sulla costa, dove il turisti Italiani provenienti dal Sud Italia sono moltissimi.
Dopo aver passeggiato lungo le rive dell’Osum, aver attraversato il ponte d’epoca Ottomana, ed aver girato un po’ anche per le vie di Gorica il quartiere al di là del fiume decidiamo finalmente di andare a cena, accorgendoci di non aver mangiato quasi nulla per tutta la giornata.


Vaghiamo per il corso che costeggia il fiume dove si trovano i locali più alla moda ma decidiamo di cenare in un piccolo ristorante posto in una stretta traversa, a parte due vecchietti clienti abituali ci siamo solo noi.
Il signore ci guarda con sospetto o forse si sta solo chiedendo dove ha lasciato le copie del menù tradotte in Inglese dato che ce le porta dopo essere sparito nel ristorante per un bel po di tempo. I tavoli sono all’esterno in uno slargo della via per poter apprezzare la leggera frescura della sera. Ordiniamo spiedini di carne, peperoni alla griglia, insalata e formaggio locale, due birre e dell’acqua.
Nel sentirci parlare in Italiano un’altra coppia di connazionali occupa il tavolo vicino al nostro, a loro volta attirano l’attenzione di due olandesi che sembrano conoscere, anche loro si fermano per mangiare.
L’anziano gestore del locale guarda con aria desolata quel l’avvicendarsi di turisti, i menù stampati in lingua straniera corrono di mano in mano.
Quando arriva il cibo siamo convinti che mai altra scelta avrebbe potuto essere migliore e quando a conclusione della cena chiediamo al signore se possiamo avere un bicchiere di Rakia ci attiriamo le sue simpatie e in un inglese stentato ci tiene a farci sapere che quella grappa é fatta in casa da lui e che quindi é buonissima.
La gradazione alcolica ci toglie ogni dubbio sulla veridicità dell’affermazione e annulla le nostre scarse forze residue per cui ci ritiriamo nella stanza caldissima dove, contro l’afa nemmeno il minuscolo condizionatore riesce ad averla vinta.
Dormiamo sonni agitati e al mattino Davide si sente poco bene, io incolpo le susine prima di scoprire che ha avuto il coraggio di assaggiare l’acqua del rubinetto del traghetto… Mi pare già un miracolo che sia sopravvissuto.

CONSIGLI DI VIAGGIO

– Berat si allontana dalle vie più battute dell’Albania, non é una meta “di strada” ma di tutto il nostro viaggio é una delle città che ci ha colpito maggiormente, quindi non posso che consigliarvi di farci un salto.
– Le strade principali dell’Albania al di lo di qualche piccola buca sono perfettamente praticabili da qualsiasi veicolo, le altre spesso sono più dissestate, escludendo veri propri attraversamenti montuosi ( di cui vi andrò a parlare poi) non avrete comunque problemi.
– Al di là dei luoghi turistici dove le lingue parlate sono molte, vi sarà più semplice trovare gente che parla Italiano piuttosto che comunicare in inglese.

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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