1. Welcome to Albany: Il traghetto, Durazzo e Apollonia

Andar per mare

La decisione di prendere il traghetto era nata qualche mese prima, avevamo già girato i Balcani in lungo e in largo e come sempre eravamo intenzionati a risparmiare il più possibile sia in termini di tempo che dal punto di vista economico.
Avevamo così prenotato il biglietto meno costoso a disposizione, passaggio ponte per noi e stiva per la moto, saremmo partiti da Ancona verso le sei di sera l’arrivo previsto a Durazzo per il primo pomeriggio del giorno successivo, entrambi non eravamo mai stati su un traghetto quindi non avevamo chiara l’idea di quello che ci avrebbe aspettato.
Certo, avevamo chiesto ad amici e parenti che si erano prodigati a descriverci il loro viaggio verso la Sardegna, non avevano mai preso l’Adriaferries e le loro descrizioni non corrispondevano affatto a quello che ci aspettava.
Scoprimmo qualche minuto prima di vederla che la nave che ci avrebbe ospitato per questo epico viaggio di aveva subito un guasto pochi giorni prima, quando entrò al porto con quasi un paio d’ore di ritardo capimmo come mai, era vecchia, arrugginita e dalla ciminiera usciva un denso fumo nero che la faceva sembrare più antica di quanto non fosse.
Lasciammo il porto alle 22, con quasi quattro ore di ritardo, dopo un imbarco caotico, la corsa ad un posto libero dove piazzare il sacco a pelo e quattro chiacchiere scambiate a destra e a manca per ingannare l’attesa, vedere le luci della città di Ancona allontanarsi mi diede una sensazione di sollievo misto ad angoscia. Eravamo sdraiati su un ponte umido e sporco e ci aspettava un viaggio che si sarebbe rivelato più impegnativo del previsto, a ripensare alle descrizioni che mi erano state fatte a casa mi veniva da ridere.
Una signora albanese conosciuta all’imbarco ci aveva detto che in confronto agli anni precedenti il servizio era già migliorato e che comunque eravamo stati poco fortunati era la barca più vecchia potevamo sperare che al ritorno ci andasse meglio.
Non mi dilungherò a descrivere le ore seguenti nel dettaglio, la notte sul ponte, l’alba bellissima mentre passavamo a ridosso delle isole croate, la stanchezza, la noia e i bambini concentrati a scrutare l’orizzonte. “ I delfini!”…un frullare di pinne e schiuma in lontananza.

Sulla nave a parte qualche motociclista sono quasi tutti di origine albanese. Ci dice un ragazzo con cui ci fermiamo a chiacchierare “turisti Italiani ci sono soprattutto al sud nella zona di Saranda ma quei pochi che prendono il traghetto lo fanno da Bari, gli altri arrivano in aereo, é più veloce” .
Sono le sei del pomeriggio quando al modo dei vecchi marinai un bambino grida “terra” e tutti si affollano sul ponte, le tre ore di ritardo si fanno sentire, attendiamo che la nave, lenta, entri in porto.
Arriviamo a Durazzo alle nove di sera, ho prenotato un ostello piuttosto vicino al centro, ma non troppo. Ci infiliamo in un dedalo di vie, male asfaltate e palazzoni in costruzione, cerchiamo l’indirizzo indicato, il navigatore pare impazzito. E’ il nostro affittuario a trovarci, ha sentito la moto ed é uscito di casa, abbiamo sbagliato di una svolta, non ci pare vero di essere finalmente arrivati in Albania.

 

CONSIGLI DI VIAGGIO:
– Prenotate il traghetto per tempo se pensate di muovervi in Agosto i prezzi salgono e può essere difficile trovare posto.
Informatevi sulla nave con cui viaggerete, effettivamente le navi più moderne della medesima compagnia sono molto più piccole, pulite e meglio organizzate (ne parlerò in merito al viaggio di ritorno)
Alternative alla tratta Ancona Durazzo sono la partenza da Trieste o da Bari, oppure l’arrivo a Valona. Ci é stato anche detto che é possibile arrivare in Grecia e da lì via terra fino all’Albania.
– Se decidete di muovervi in traghetto con passaggio ponte é possibile sia dormire per terra all’interno (c’é gente in ogni dove) sia sul ponte in esterno. Per entrambe le sistemazioni portatevi vestiti caldi, materassino e sacco a pelo, l’aria condizionata può essere peggio del vento. Portatevi qualcosa da fare, i veterani di questo viaggio ci hanno detto per la prossima volta di scaricare un buon numero di film da guardare sul tablet.
– Appena usciti dal porto a Durazzo dovrete stipulare un’assicurazione apposita che vi coprirà in Albania quasi nessuna assicurazione Italiana infatti la indica sulla carta verde. Non é complicato né particolarmente costoso ( 30euro per un paio di settimane). I posti in cui é possibile ottenerla sono ben segnalati.
– Il traffico in Albania é lento e caratterizzato da frequenti colonne soprattutto in città, non é detto che il vostro navigatore satellitare abbia tutte le vie, google maps può essere un’ottima alternativa sarà sufficiente scaricare le mappe per l’uso offline.

Una serata a Durazzo

Avevamo deciso che quando saremmo arrivati nel primo pomeriggio ci saremmo cambiati e buttati in mare dopo averlo tanto osservato dalla nave, alle nove di sera ci pare un po’ tardi e poi siamo stanchi morti e oltremodo affamati.
L’ostello che ho scelto é spoglio ma pulito, per la cifra pagata va più che bene, é una struttura vecchia, ma non troppo distante dal corso centrale e poi il ragazzo che ci accoglie é davvero simpatico.
Mentre Davide si fa la doccia io mi attacco al wifi e ne approfitto per prenotare una stanza per il giorno successivo, meta prevista Berat città meravigliosa e patrimonio Unesco.
Faccio giusto in tempo a confermare che la linea salta così come la corrente in tutta la città, ho letto in internet che accade spesso così non mi scompongo, in realtà sarà l’unico blackout con cui avremo a che fare, quindi non sono affatto certa che siano così frequenti.
Di imprevisto in imprevisto per le dieci di sera siamo finalmente in giro per il centro, abbiamo già dato una sistemata ai bagagli che erano stati caricati alla bell’e meglio sulla moto dopo l’arrivo in porto. Qualche ora prima dovevamo essere stati uno spettacolo piuttosto divertente mentre in due, su un mezzo carico all’inverosimile con zaini appesi in ogni dove e un paio di scarpe 49 in bella vista, attraversavamo le affollate vie del centro.
Decidiamo però di andare a piedi per esplorare meglio la città e perché dopo 20 ore in barca la terra ferma un po’ ci manca
La prima cosa che facciamo é prelevare, abbiamo una prepagata su cui abbiamo caricato il nostro budget per il viaggio, ci siamo preventivamente informati e sappiamo che in città non avremo problemi a trovare sportelli bancomat. Al primo tentativo, complice la stanchezza, sbagliamo drammaticamente il conto e invece di prelevare 150 euro ne preleviamo 15… ci mettiamo un attimo a capire l’errore.
Certo che costano le bibite da questa parti!
Ritentiamo e va meglio, sistemata la questione dei soldi, partiamo in cerca di qualcosa da mangiare.
Durazzo ci incuriosisce, il corso tutte luci, negozi, night, bancarelle e ristoranti siamo troppo stanchi per far serata, ci accontentiamo di cercare un posto dove cenare.
Ci é stato detto e lo leggiamo ripetutamente anche online di stare attenti all’acqua del rubinetto e al cibo, non abbiamo mai avuto problemi e decidiamo anche questa volta di fregarcene.
Mangiamo degli spiedini di carne con patatine fritte e una bella birra ghiacciata in un piccolo bar ristorante che da sulla strada principale, dalla nostra postazione vediamo agitarsi la venditrice della bancarella di profumi e i ragazzi tutti in tiro che fanno le vasche del centro dopo una giornata passata in spiaggia.
Non abbiamo meta, é già sera tardi e la notte passata quasi in bianco in traghetto si fa sentire.
Camminiamo stancamente tra bancarelle e negozi, ci perdiamo in un mercato, e attraversata una strada parallela al corso piena di cassonetti traboccanti arriviamo anche a salutare il mare.
Appena tocchiamo il letto cadiamo addormentati.

CONSIGLI DI VIAGGIO:
– In Albania, soprattutto nelle grandi città non vi sarà difficile trovare cambiamonete o sportelli bancomat. Dato che i nostri viaggi solitamente ci portano a soggiornare in un paese per qualche giorno e che non disponiamo praticamente mai di camere con cassette di sicurezza preferiamo portare la carta per non girare con una grossa quantità di denaro. Per sicurezza portiamo sempre entrambi i bancomat e un centinaio di euro a testa i contanti.
– Non mi sento di dare consigli in merito alla città di Durazzo che abbiamo visitato poco e male. Durante il nostro viaggio di ritorno però ci sono state mostrate foto del mare a nord dell’Albania che ci hanno fatto rimpiangere la nostra scelta di recarci a Saranda e Valona per godere delle spiagge.
– Noi abbiamo sempre dormito in ostelli e affittacamere prenotati on line con l’unico fine di risparmiare tempo durante il viaggio. Il wifi privato é diffuso, gli alloggi sono tendenzialmente estremamente economici e, fatta eccezione per una sistemazione che abbiamo trovato molto sgradevole (ma ci sarebbe bastato leggere le recensioni per rendercene conto) ci siamo sempre trovati a soggiornare in luoghi puliti ed ordinati.

Apollonia

Ci svegliamo presto ma le strade della città sono già in fermento, mentre ci districhiamo con la moto carica, nel dedalo di vie all’uscita dall’ostello un signore anziano che vende oche, conigli e galline a lato della strada ci mostra un pennuto vivo e, nonostante parli in albanese, é palese che ci dica che sulla nostra moto manca solo quello, infatti poi scoppia a ridere.
Conosciamo per la prima volta il lento e caotico traffico albanese che ci accompagnerà per tutto il viaggio, fortunatamente siamo in moto e con i motociclisti sono tutti estremamente gentili.
Il problema sono le rotonde, spesso c’é un vigile a dirigere il traffico e comunque la tendenza é quella di fermarsi per dare la precedenza a chi si immette da destra ad ogni strada, ciò porta ad ingorghi di dimensioni epocali, in cui la gente procede serenamente senza attaccarsi al clacson o dare in escandescenze.
Quando riusciamo ad uscire dal centro città, ci affidiamo al navigatore per arrivare alle rovine di Apollonia, uno degli scavi archeologici più interessanti del paese.
Attraversiamo campagne in cui i campi si alternano a paesini composti da case in parte costruite e in parte in attesa di essere finite.
Ci incuriosiamo nel vedere bambole e peluche appesi alle cancellate, ci verrà spiegato, solo al nostro ritorno, che si tratta di un rituale contro il malocchio, una vecchia superstizione.
Notiamo che c’é molta spazzatura in giro, una costante che troveremo in gran parte del nostro viaggio.
Arriviamo agli scavi nel peggior orario possibile, alle undici e mezza, il sole é alto nel cielo e la temperatura é oltre i 35 gradi, ci spogliamo dei vestiti da moto ma il caldo resta quasi intollerabile tanto più che tutte le rovine sono in pieno sole.
Ammiriamo la parte restaurata, soprattutto l’antico tempio che nella luce del mezzogiorno é accecante e spettacolare. Decidiamo di lasciare la piccola chiesa per ultima e di vedere prima il teatro e l’acropoli. Ci inerpichiamo su per una ripida ma breve salita esposta totalmente al sole, abbiamo con noi più di un litro d’acqua ma ci rendiamo conto che difficilmente basterà, siamo accecati anche attraverso gli occhiali da sole e indossiamo comunque vestiti adatti alla moto quindi troppo pesanti. Sudiamo copiosamente ma non ci arrendiamo, un percorso che normalmente non ci avrebbe nemmeno stancato ci lascia parecchio provati e l’acropoli, malamente restaurata parecchi anni prima é costellata di cartacce e l’utilizzo del cemento la fa sembrare più simile ad una serie di garage piuttosto che di tombe. Scendiamo poco entusiasti e decidiamo di andare alla ricerca del teatro, due ragazzi Italiani ci dicono che loro non l’hanno trovato, non é incoraggiante.
Prendiamo un sentierino che, nella mappa osservata all’ingresso, pare essere quello adatto per arrivare a destinazione, camminiamo per un buon quarto d’ora sotto un sole che diventa sempre più caldo ma troviamo solo erba secca e terra rossa. Finita l’acqua decidiamo di tornare indietro, il rischio di sentirsi male a questo punto é tangibile. Troviamo una famigliola che ci domanda se sia la giusta strada per il teatro in realtà a questo punto non ne abbiamo idea. Facciamo un salto al bar a recuperare acqua fresca prima di concludere la nostra visita con la chiesetta dove il fresco ci fa riprendere un poco. Ci soffermiamo ad osservare l’interno e le splendide sculture disposte esternamente.
Decidiamo di tralasciare il teatro e dirigerci verso Berat in modo da non arrivare a destinazione eccessivamente tardi e proprio quando decidiamo che di lui non ci interessa più nulla il teatro si fa vedere, é lì esterno alla recinzione, mezzo smontato in fase di restauro in un remoto angolo in cui da dentro gli scavi non l’avremmo trovato mai.

CONSIGLI DI VIAGGIO:
– Non vi dirò evitate di andare a visitare degli scavi a mezzo giorno, potendo l’avremmo fatto anche noi! Però non posso che consigliarvi di prendere i giusti provvedimenti e di partire dal presupposto che in Albania in agosto si muore letteralmente di caldo.
– Le visite agli scavi tendenzialmente non sono eccessivamente costose e sono consigliatissime.

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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