Visto per la Cina: cosa avremmo voluto sapere da subito

Il sottotitolo perfetto per questo articolo sul visto per la Cina può essere uno solo:

Don’t Panic! 

Magari voi avete richiesto dozzine di visti e quello per la Cina non vi pone particolari difficoltà, ma il mio caso è diverso: sono stata solo due volte fuori dall’Europa, una volta negli Stati Uniti e una volta in Corea del Sud. Il visto cinese è stato il mio primo approccio effettivo alla burocrazia dei visti. La Corea del Sud non richiede visto per meno di tre mesi di permanenza, mentre il visto turistico per gli Stati Uniti si compila e stampa online e non presenta particolari difficoltà. Ho compiuto incessanti ricerche su TripAdvisor e assillato persone come la gentilissima Simona di Gattosandro Viaggiatore per ottenere informazioni su dettagli apparentemente trascurabili, ma che, se si ha poca esperienza – e si è persone pignole e ansiose come la sottoscritta – possono causare diverse preoccupazioni. 

Ora il visto ce l’ho, è in mano mia da circa due settimane, perciò mi sento libera di tirare le somme e aiutare voi anime ansiose a vivere l’esperienza di richiedere questo indispensabile documento con maggiore tranquillità rispetto a me. Ecco perciò una lista di cose da ricordarvi, ma soprattutto una lista di cose di cui non dovete preoccuparvi.

Non entrerò nel dettaglio dei requisiti per il visto, ma condivido con voi due risorse dove potete trovare le indicazioni di base dettagliate:

  • Il sito del Chinese Visa Application Service Center: questi centri, salvo pochi consolati (in Italia quello a Firenze) sono gli unici autorizzati a rilasciare il visto, se si escludono le agenzie di viaggi specializzate. In Italia sono presenti a Roma e a Milano; personalmente, ho ottenuto il mio visto in quello di Milano. Il sito è completo di una guida interattiva e permette di prenotare un appuntamento; hanno inoltre una lista di risposte a FAQ, ma ovviamente non quelle che riporto di seguito (altrimenti non mi sarei presa la briga, vi pare?);
  • La Guida completa del sito Sapore di Cina: questo sito interamente dedicato al viaggiare e vivere in Cina è un’ottima fonte di informazioni, e la loro guida al visto è estremamente dettagliata, quindi vi toglierà ogni possibile dubbio; è molto simile alla guida dei CVASC, ma di semplice consultazione;  molte informazioni interessanti si trovano anche nei commenti, a cui l’autore risponde con notevole disponibilità.

 

Come vedete, ci sono le prove fotografiche che non è impossibile ottenere il visto. Anzi, di per sé è un’operazione piuttosto facile, e l’attesa non è particolarmente lunga, a meno che non stiate ordinando un visto a distanza. Per l’operazione diretta presso il CVASC occorrono al massimo quattro giorni, e i centri sono molto rapidi. Ci sono però molti documenti da presentare, e se siete come me, a una prima vista potreste sentirvi un po’ sopraffatti, o perlomeno nervosi. Inoltre, le procedure burocratiche hanno tendenza a generare nelle persone una notevole quantità di domande su dettagli che sono probabilmente irrilevanti, ma che temiamo per la Grande Suprema Macchina della Burocrazia siano cose gravissime che ci impediranno di ottenere l’Agognato Pezzo di Carta. Torniamo quindi al sottotitolo di cui sopra, fate un respiro profondo e ripetete con me:

Don’t Panic!

Ecco, infatti, pronta per voi: 

Una lista di cose di cui non dovete preoccuparvi per il visto cinese

  • Si può cambiare alloggio dopo la richiesta del visto? Tenendo conto delle tempistiche del visto, è plausibile che al momento della richiesta il vostro itinerario non sia ancora del tutto definito, e l’idea di vincolarvi ad alloggi prenotati (necessari per far approvare la richiesta) vi scocci. Non preoccupatevi. L’itinerario, con relativi alloggi e prenotazioni di voli, ha il principale obiettivo di assicurarsi che non restiate oltre il tempo massimo di permanenza. Se non siete sicuri, costruite almeno un itinerario di massima e prenotate alloggi che potete cancellare. Potrete tranquillamente rivedere tutto una volta ottenuto il visto. Personalmente, credo che cercheremo di rimanere aderenti il più possibile, ma abbiamo già avuto un imprevisto, quindi qualche variazione ci sarà.

 

  • Se prendo un treno notturno, devo indicarlo nella richiesta?  I treni non si possono prenotare più di un mese prima del viaggio e se intendete risparmiare giornate prendendo un treno notturno, potreste farvi la stessa domanda che mi sono fatta io: devo indicarlo sulla richiesta di visto? E se lo indico, non avendo una prenotazione, può crearmi problemi? Per questa domanda, mi sono rivolta alla già citata Simona del blog Gattosandro Viaggiatore. Le sue guide per viaggiare in Cina sono ricche di informazioni e consigli preziosi, tanto che noi abbiamo scaricato e riempito di segni di evidenziatore la versione stampabile. La sua risposta, confermata poi dalla mia esperienza diretta, è stata: non preoccuparti. Indica tranquillamente un treno notturno, oppure non indicare niente, per una notte nessuno ti creerà problemi. Di fatto io ho consegnato una semplice lista di città, giorni e hotel, corredata dalle prenotazioni stampate. Avevo anche dimenticato di indicare il mese di riferimento, ma non è successo nulla. Per il treno, ho semplicemente scritto “viaggio con treno notturno”. Semplice e senza problemi. 
  • Come gestisco la lista di paesi visitati, se solo l’anno scorso sono stato in ventordici posti diversi che nemmeno mi ricordo più? Per la lista, ho avuto un feedback diretto perlomeno bizzarro, ma prima vi riferisco ciò che ho letto su vari siti come TripAdvisor. La lista serve unicamente per accertare che il richiedente non sia stato in paesi cosiddetti ‘problematici’. Ora, questa definizione è problematica di per sé, però in generale, se come me viaggiate prevalentemente in Europa, siete tranquilli. A quanto so, a meno che non si siano visitati di recente paesi ritenuti a rischio, come Siria, Iraq o simili, questa parte è di scarsa importanza. Quello che ho fatto io è stato indicare alcune delle destinazioni visitate in Europa, nonché il mio viaggio in Corea del Sud perché era presente il timbro sul passaporto e rientrava nella finestra di tempo indicata sul modulo. Però, quando ho consegnato la documentazione allo sportello, la funzionaria mi ha restituito quel foglio, dicendo: “questo è solo per chi ha un passaporto nuovo”. Non ho capito bene il motivo, ma rinforza la mia impressione che si tratti di una parte poco importante della domanda di visto. 

 

  • Se non ho la lettera di invito e qualcuno mi invita come ospite a dormire a casa all’ultimo momento, cosa faccio? Annullare l’hotel può crearmi problemi? Non necessariamente. Ora, noi non sperimenteremo questa opzione in prima persona, però ho letto comunque diverse testimonianze sull’argomento. Premesso che potrebbe anche essere possibile semplicemente annullare l’alloggio già prenotato e non preoccuparsi, soprattutto se si tratta di una notte o due. Esiste però una procedura anche in questo caso, se volete essere sicuri di non avere problemi e soprattutto se avete in programma di farvi ospitare per tempi più lunghi. Da quanto ho letto su alcuni thread di TripAdvisor e Lonely Planet, burocrazia richiede che la persona che vi ospita registri la vostra presenza alla stazione di polizia locale. Non farlo potrebbe risultare in multe. Non ho trovato molte informazioni in merito, e questi thread sono perlopiù di diversi anni fa, quindi se qualcuno ha aggiornamenti più recenti, correggetemi pure!  

Chiudo con un piccolo consiglio:

Fate una lista cartacea dei documenti da presentare e spuntateli uno per uno, vi renderà tutto più semplice e meno ansiogeno. Io ho proceduto a fare questa lista solo la sera prima di partire per Milano, e mi sono accorta in quel momento di aver dimenticato due cose: le fototessere e la fotocopia della pagina dati del passaporto. Di conseguenza, la mia prima azione arrivata a Milano la sera prima dell’appuntamento al centro visti è stata entrare in una cabina della metro e fare le foto. Per quanto riguarda la fotocopia del passaporto, se la dimenticate e state andando come me al CVASC di Milano, semplicemente girate intorno al palazzo del centro e troverete una copisteria, che sicuramente è specializzata nei passaporti dei richiedenti visto dal momento che insieme a me ho visto anche altre persone entrare con i passaporti in mano. La fotocopia del passaporto è sicuramente in cima alla lista dei documenti più dimenticati, perché la prima cosa che si vede entrando al CVASC è un cartello che campeggia di fronte alla porta e dice: “vi ricordiamo che per la domanda di visto è necessaria la fotocopia della pagina dati del passaporto”. Touché. 

In conclusione, fate i bravi, ricordatevi la fotocopia del passaporto, e per il resto non preoccupatevi. 

Keep calm and get that Chinese Visa! E poi prendi e parti. 

Classe 1988, dalla Sardegna alla scoperta del mondo. Probabilmente ho imparato a leggere e a scrivere prima che a parlare. Le mie abilità sociali sono di recente sviluppo. Nella vita reale, sono una traduttrice freelance, faccio parte di un'associazione di cinema, racconto viaggi, storie e notizie internazionali e mi concentro nella ricerca del risotto perfetto. La multipotenzialità è un vizio di famiglia.
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