Quattro giorni a Milano con la scusa del visto per la Cina

Sono scesa a Milano da Francoforte per un visto.

A maggio io e il mio compagno andremo due settimane in Cina. Lui voleva andarci da tanto, io ero interessata lo stesso, abbiamo preso i voli e bon. Iniziamo a informarci sui visti: servono gli hotel prenotati, non si può andare in ambasciata ma nei centri preposti, bisogna farlo nel paese in cui si è residenti. Valutate diverse opzioni, ho optato per un’andata e ritorno economica con Ryanair e l’ospitalità di mia cugina a Milano. Quattro giorni di attesa per ricevere il visto, di cui speravo di approfittare per visitare un po’ una città di cui ho visto perlopiù gli aeroporti e per incontrare finalmente dopo un bel po’ la mia compagna di blog Valentina

Milano: una mini-vacanza atipica

Sono arrivata di domenica sera all’ora di cena, perciò la mia permanenza reale è cominciata lunedì, giorno in cui avevo il mio appuntamento al Chinese Visa Application Service Center. L’appuntamento era la mattina alle 10, e dovevo fare una fotocopia di cui mi ero scordata (ansia!), perciò sono uscita di casa poco dopo le nove per prendere la metro verde che mi avrebbe portato direttamente al Centro. Tappa in una copisteria lì vicino, e via a presentare la richiesta. Del visto in sé, di procedure e consigli in merito, parlerò più avanti in un altro articolo, per ora dirò solo che sono stati molto efficienti e con l’appuntamento ho finito in pochi minuti. Ora mi rimaneva solo da aspettare il giovedì.

Avevo chiesto alla gentilissima Agnese di I’ll B right back consigli per i miei giri, e lei aveva risposto con un denso itinerario di luoghi da vedere. Mi sentivo come nel film Caterina va in città, una campagnola sperduta. Certo, vivo la maggior parte dell’anno a Francoforte, ma c’è un mezzo milione di abitanti di differenza, quindi comunque Milano è su un’altra scala. Respiravo la sensazione di metropoli, e mi sono affezionata subito alla metropolitana, molto più rapida ed efficiente di quella francofortina (perdonami RMV, ma è così). La sorpresa è stata inoltre rendermi conto di quanto le distanze nel centro siano abbordabili.

Milano, per amanti dell’hiking urbano

In questi quattro giorni, ho diviso il mio tempo fra lavorare a casa (sia al computer, sia facendo da baby sitter al gatto di mia cugina, un adorabile teppista che per me ormai si chiama Attila) e accumulare chilometri sotto le scarpe. Non ho fatto vere e proprie visite a musei o monumenti – anche se ne ho parecchi in lista per la prossima volta –  ma ho esplorato, mi sono immersa nei colori, nei rumori e nell’energia della città. 

Per prima cosa il primo giorno ho camminato fino a Piazza Gae Aulenti; arrivarci dal Centro Visti mi ha permesso di attraversare il quartiere Isola e ammirare alcuni celebri edifici, come il Bosco Verticale. Il primo giorno era tutto immerso in un’atmosfera grigia e uggiosa, ma il giovedì, quando ho girato nella stessa area per ritirare il visto, i palazzi, la piazza, la fontana erano immersi in un sole primaverile magnifico, riflesso dalle vetrate. Per questo motivo, e anche per motivi di tempo, l’ultimo giorno è l’unico in cui abbia fatto foto degne di questo nome. 

A Piazza Gae Aulenti ho apprezzato molto la Feltrinelli; una scelta apparentemente banale, ma io amo le librerie e questa in particolare ha un caffé interno molto carino e frequentato. Sedermi fuori il mio ultimo giorno a Milano a guardare la piazza assolata con la mia spremuta di arancia e zenzero, la mia ciambella, e il passaporto con il visto cinese rimane uno dei ricordi più belli di questa strana vacanza. 

Con la mia amica Valentina ci siamo incontrate proprio il lunedì dopo il mio passaggio al Centro e abbiamo passato la maggior parte del tempo insieme a parlare e camminare. Siamo partite da Piazza Duomo e abbiamo vagato con calma fino a Parco Sempione, girando anche parecchio all’interno. L’atmosfera del parco era vagamente desolata, come tipico delle zone verdi durante l’inverno. C’era perfino un luna park chiuso, a completare il quadro decadente. 

Le mie altre due camminate più importanti sono avvenute il martedì e il giovedì: il giovedì un giro in notturna dopo cena ha portato me e mia cugina nuovamente in Piazza Gae Aulenti (posso dire di averla vista tre giorni su quattro!), da lì lungo Corso Como e attraverso Porta Garibaldi, un giro suggestivo e tranquillo per una serata. 

I giri più lunghi li ho fatti però senz’altro il giovedì, unico giorno di ferie vere e proprie che mi sono presa e unico giorno di sole. Okay, le due cose potrebbero essere collegate. Ho ritirato il mio visto, senza intoppi né ritardi, e mi sono lanciata a godere della giornata luminosa e quasi calda. Ho fatto colazione alla Feltrinelli di Piazza Gae Aulenti e ho preso la metro. Doveva essere un giorno di sciopero, perciò temevo problemi nei trasporti, ma in realtà per tutto il giorno non ho avuto un solo inconveniente. Sono scesa a Piazza Duomo, e ho fatto la turista per un po’, come la foto testimonia, per poi incamminarmi verso Piazza dei Mercanti. 

Agnese nel suo tour mi aveva consigliato di visitare la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, che però era chiusa. Ho perciò deciso di concedermi una visita al museo adiacente, il Civico Museo Archeologico, e mi sono trovata davanti una collezione molto interessante: ogni piano presenta un periodo storico, etrusco, romano, longobardo, greco, e un piano interrato dove sono presenti esposizioni temporanee, tra cui quelle che ho visitato io, la mostra Milano in Egitto e quella Milano Sepolta sull’archeologia urbana. Il museo incorpora le torri e un tratto di mura dell’antica cerchia di Mediolanum e nel cortile è possibile vedere i resti di una domus romana. La visita completa mi ha richiesto circa un’ora, purtroppo ho dovuto sbrigarmi anche se normalmente sono amante dei pannelli informativi e mi trattengo molto di più. Credo che la prossima volta che tornerò, approfitterò della Museumcard di tre giorni a 12 euro e magari rivisiterò anche questo con più calma. 

La mia ultima passeggiata, un po’ di fretta prima di andare a prendere il bus per l’aeroporto, è stata lungo uno dei navigli, il Naviglio Pavese. Il primo giorno avevo già avuto un assaggio, alla ricerca di un Lidl che in teoria doveva essere vicino a casa di mia cugina, ma che si è rivelato a quasi mezz’ora di distanza lungo il suddetto naviglio in una zona dall’aria molto periferica in cui quasi nessuno camminava e io mi sono sentita un filino in ansia. Il giovedì ho percorso lo stesso canale nella direzione opposta, andando verso Porta Ticinese, e non sono rimasta delusa. Complice il sole che si rifletteva sull’acqua, l’atmosfera rilassata dei bar con i tavolini all’aperto, la mia ultima camminata è stata molto piacevole. 

Ho avuto modo di scoprire nello stesso percorso un altro elemento da approfondire in una prossima visita: la street art. Io amo molto fotografare i murales o qualunque espressione artistica urbana, e Milano mi ha regalato diversi esempi interessanti che mi hanno fatto venir voglia di vedere di più. Tornerò anche per questo. 

Quattro giorni di tour del gusto a Milano

Durante la mia permanenza ho portato avanti anche un piccolo tour parallelo molto importante: quello gastronomico! Ho infatti inaugurato la mia settimana milanese con due panzerotti di Luini: uno classico fritto con mozzarella e pomodoro e uno dolce con pere e cioccolato. Il mio personale verdetto è che il fritto vince sempre, c’è poco da fare. Mi dispiace fianchi, dovrete accettare anche questa. Ho comunque compensato con gli abbondanti chilometri, soprattutto il primo e l’ultimo giorno. 

Il tour gastronomico è poi proseguito il martedì e il mercoledì, giorni che ho dedicato più che altro al lavoro e alle pubbliche relazioni. Il martedì non sono proprio uscita, con gran gioia di Attila che ha avuto un’umana da tormentare coccolare durante il giorno. La sera però mia cugina ha esaudito un mio esplicito desiderio, portandomi a mangiare una pizza. Abbiamo provato insieme L’Antica Pizzeria da Michele, aperta al posto del ristorante Ricci di Bélen e Bastianich. Mi sono goduta dopo mesi una pizza italiana, e anche se non mi ha estasiato – si è raffreddata velocemente ed era un po’ gommosa – era abbastanza buona ed era quello che volevo. 

Il secondo giorno siamo invece andate da Lacerba, un posto che contiene sia un ristorante che un bar. Noi avevamo prenotato per l’aperitivo al bar, e ci sono stati portati taglieri abbondanti di affettato, formaggio, frittate, trancetti di pizza, crocchette di patate, un misto gustoso accompagnato da cocktail gradevoli e particolari. Ciò che distingue veramente il locale però è la decorazione, abbondante quanto e più dei taglieri. Non sono riuscita a fare foto decenti, ma qui trovate quelle sul sito del bar che rendono abbastanza l’idea. In particolare l’ultima, che mostra le bottigliette mignon appese sopra il bancone del bar

Insomma, i miei giorni a Milano sono stati ricchi sotto il punto di vista estetico e gastronomico, ma non solo, anche degli incontri. Oltre a passare del tempo con mia cugina e la mia collega Valentina, ho anche potuto incontrare altre blogger grazie alla già citata Agnese che si è presa la briga di organizzare tutto. Mi ha fatto molto piacere conoscere finalmente e per la prima volta altre persone che si dedicano allo scrivere di viaggi, e spero di tornare presto a Milano per avere occasione di fare un’altra uscita insieme! 

Nel frattempo, per oggi è tutto! Vi lascio con una new entry: la wish list, perché tutti quando viaggiamo abbiamo qualcosa che ci segniamo per la prossima volta!

Wish list Milano: 

  • Tourist Museumcard per tre giorni a 12 euro: voglio visitare diversi musei tra cui il Castello Sforzesco e il Museo del Novecento e sono compresi nella carta;
  • Cimitero Monumentale: amo visitare i cimiteri importanti e il Monumentale mi è stato consigliato da diverse persone;
  • Street art: voglio fare un giro alla ricerca di altre opere, perché quelle che ho visto mi hanno colpito molto;
  • Duomo: ebbene sì, non sono ancora entrata al Duomo! Fra una cosa e l’altra l’ho trascurato, e bisogna che rimedi. 

Classe 1988, dalla Sardegna alla scoperta del mondo. Probabilmente ho imparato a leggere e a scrivere prima che a parlare. Le mie abilità sociali sono di recente sviluppo. Nella vita reale, sono una traduttrice freelance, faccio parte di un'associazione di cinema, racconto viaggi, storie e notizie internazionali e mi concentro nella ricerca del risotto perfetto. La multipotenzialità è un vizio di famiglia.
2 comments
  1. Sono molto contenta di:
    -averti dato qualche suggerimento su Milano
    -vedere che hai assaggiato tante cose buone e che hai avuto modo di smaltire tutto con delle belle camminate
    -constatare che hai apprezzato Milano (io la amo eheh)
    -averti conosciuto, ovviamente!!
    -averti fatto conoscere altre blogger super simpatiche.
    Alla prossima, mi raccomando! 🙂

    1. Vedo che anche a te piacciono le liste, allora non sono sola! 😀 Spero che ci rivediamo presto, alla prossima (sperando di non dover aspettare il prossimo visto :-p )

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