Interrail fase 1: Pianificazione

– Senti France, ma insomma quest’interrail quando si fa?

Quando è stata la prima volta che ne abbiamo parlato? 2012, 2013 a voler tirare a indovinare? E da allora, almeno una o due volte all’anno ritorna, puntualmente, questa domanda spinosa.

– Insomma quando si fa?

Cosa c’è di diverso quest’anno? Sarà l’ennesima ipotesi destinata a sfumare, soffocata dal resto. Perché come ritorna la domanda, ritorna sempre anche il resto: esami, tesi, ritorni a casa, periodi liberi che non coincidono, spese, e ogni volta si rimanda. Ogni volta.

Ma non questa.

– Senti, se non si fa quest’anno non si fa più. Adesso basta, via, decidiamo una data!

Gennaio. La prima mail di programmazione risale a Gennaio. Ma questa conversazione dev’essere avvenuta fra Novembre e Dicembre almeno. Il tempo di realizzare, frugare la mente alla ricerca di scuse, chiedersi perché ogni volta si cercano scuse, lasciar perdere le scuse e buttarsi. Così a Gennaio arriva la mail.

– Queste date dovrebbero andar bene, ho guardato gli itinerari che abbiamo discusso e ho confrontato con gli orari dei treni, ecco piano A e piano B, vedi un po’ quale ti piace di più.

Un viaggio, che sia da soli, in gruppo, in coppia con partner o amici, diventa ben presto una definizione graduale di parametri, piccole regole esplicite o meno che permettono di definire destinazione, alloggi, mezzi, visite, insomma tutte le tessere che combinandosi formano poi il mosaico del nostro viaggio. Un piccolo esempio:
Io e la mia superorganizzata compagna di avventura partiamo dalla Germania, Francoforte sul Meno io e Monaco di Baviera lei. Inizialmente il nostro piano prevedeva un giro della Grecia, isole comprese, con arrivo in aereo ad Atene. Ma abbiamo optato per la coerenza al mezzo di trasporto: il nostro tempo concentrato non ci permette di discendere il continente in treno, così la Grecia è stata esclusa.

In questo modo, del tutto spontaneo, è arrivata la prima regola: siamo in interrail, perciò se si viaggia, si viaggia in treno, o al massimo con i mezzi pubblici locali.
Dunque, piano A e piano B.

Il piano A puntava a nord: su per la Germania fino ad Amburgo, da lì a Copenhagen, da Copenhagen a Stoccolma, da Stoccolma a Oslo per poi tornare indietro per la stessa via.

Il piano B guardava invece verso est: da Monaco a Bratislava, da Bratislava a Cracovia, da Cracovia a Varsavia, da Varsavia a Praga e da lì di nuovo a Monaco.

Eravamo dunque a un bivio: i prezzi degli alberghi scandinavi e la pressoché completa assenza di treni notturni ha risolto l’incertezza per noi, stabilendo nel contempo le due regole successive: quando possibile, prendere un treno notturno per ottimizzare ore di viaggio, e nelle notti in cui non si viaggia prendere alloggi decenti senza però dover vendere un rene per pagarli. Copenhagen, I’m sorry: sarà per un’altra volta.

A questo punto, l’interrail stava prendendo forma, era vero e reale, tangibile. Tanto tangibile che in una mail del 30 Gennaio invio alla mia amica il link dello zaino appena comprato, nuovo fiammante per l’occasione.

Passiamo dunque, o meglio passo, perché mi assumo io questo compito, alla prenotazione degli alloggi. Parametri:

– Economici, ma buoni, e in zone apprezzate dagli ospiti secondo le recensioni;
– Vicini alla stazione, tranne se quest’ultima è molto lontana dal centro. In quel caso cercare un compromesso;
– Stanza privata solo per noi due, preferibilmente con bagno privato. Dopotutto dormiamo in treno per la metà delle notti, quindi per il resto del tempo un po’ di privacy non fa male;
– Controllare le opinioni degli ospiti sulla pulizia (parametro mio personale piuttosto scontato).

Il risultato delle ricerche appare piuttosto rassicurante, nelle città che ci interessano sono molto numerosi gli ostelli o comunque gli alloggi abbastanza informali e allo stesso tempo curati con prezzi più che ragionevoli. Io con il mio solito approccio metodico costruisco liste su booking.com composte da massimo cinque alternative e invio i link alla mia amica. Facciamo poi insieme la scelta finale. Cracovia e Varsavia mi pongono incertezze, la prima perché l’alloggio che vorremmo scegliere presenta condizioni particolari di cancellazione e la seconda perché la nostra scelta non mostra immagini dei bagni e alcuni commenti degli ospiti suggeriscono che non siano riscaldati, il che essendo Marzo con una temperatura compresa fra 2 e 6 gradi appare problematico.

La mia amica è emozionata perché da tanto vuole visitare la Polonia, io lo sono perché tutti i posti sono nuovi e perché stiamo organizzando tutto a ritmo serrato e quasi un po’ all’ultimo. E perché non ho mai preso un treno notturno.

Due settimane fa ho comprato il pass e abbiamo prenotato i treni. Partiamo fra tre giorni. L’itinerario completo, eccolo:

Monaco – Bratislava – 2 giorni

Bratislava – Cracovia – 1 giorno e mezzo

Cracovia – Varsavia – 2 giorni

Varsavia – Praga – 1 giorno

Praga – Monaco

Lo guardo adesso, il nostro bozzetto, e mi sembra già grande rispetto a tre mesi fa, quando era solo una tela bianca. A intuito, la cosa più difficile dovrebbe essere comporre il quadro, mentre nel nostro caso è stato esattamente il contrario. Ci abbiamo messo almeno tre anni a procurarci la tela, e ora il quadro sta venendo da sé. Chissà con quali colori e forme lo riempiremo.

Mi mancano ancora i tappi per le orecchie e un cuscino per il mio disastrato collo e tutto sarà pronto.

Tutto? No. Il bozzetto è pronto. Gli studi sono pronti. Il resto è tutto da vedere. E da scrivere.

Quando diventa ufficiale.

Classe 1988, dalla Sardegna alla scoperta del mondo. Probabilmente ho imparato a leggere e a scrivere prima che a parlare. Le mie abilità sociali sono di recente sviluppo. Nella vita reale, sono una traduttrice freelance, faccio parte di un'associazione di cinema, racconto viaggi, storie e notizie internazionali e mi concentro nella ricerca del risotto perfetto. La multipotenzialità è un vizio di famiglia.
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