Alla Scoperta delle Zone di Tallinn: da Vanalinn a Kalamaja

Tallinn è stata la mia casa per poco più di tre mesi, un lasso di tempo a metà fra una visita lunga e una permanenza breve. La quantità di tempo giusta per tornare a casa con una valigia enorme piena di ricordi e una lista di posti da vedere la prossima volta.

Mentre ci abitavo non mi sono mai preoccupata di controllare, ma ora scopro di aver abitato al confine della zona di Sadam, alla lettera, la zona del porto. A dieci minuti da casa mia, partivano le navi per Helsinki, che si vedevano anche dalla finestra di una delle camere da letto. Non la mia, purtroppo.

Scoprendo Vanalinn, la Città Vecchia

 Tallinn è una città dove è facile orientarsi, se si ha un filo di tempo per vagare, ma che in fondo ti invita a sederti e contemplare. Specialmente dopo che consumi i piedi sul lastricato inerpicandoti fino in cima alla collina di Toompea. In alto sulla collina, oltre al Parlamento Estone e alla gigantesca cattedrale Aleksandr Nevskij, si trova un piccolo belvedere, nascosto, ma comunque famoso. La notte di Jaanipäev ero lì in cima con tre amiche e il mio coinquilino ad ammirare la città immersa in quella luce morbida e carezzevole cui stavo iniziando appena ad abituarmi. La luce delle notti bianche. Su quel belvedere sono stata più volte con amiche la sera a parlare. Di Tallinn, delle nostre vite a casa, del futuro. A Luglio ha cominciato a popolarsi di persone, ad Agosto era pieno di turisti in crociera sul Baltico. A Giugno, però, lo spettacolo di Tallinn immersa nella luce morbida era nostro. 

 

Non bastano mai.

La discesa migliore passa per il giardino del re di Danimarca. Una volta superata la sorpresa per la presenza di alcune gigantesche statue di monaci incappucciati decisamente inquietanti e assaporato il profumo di mandorle tostate con cannella dell’onnipresente carretto, si passa per un piccolo arco sulla sinistra e si scende giù per una scalinata obliqua chiamata via Gambacorta. Detto en passant, la scalinata obliqua permette di fare tappa a una certa gelateria italiana che secondo fonti attendibili sarebbe la migliore di Tallinn. Un piccolo dettaglio fondamentale per gli espatriati nostalgici e i turisti golosi! Via Gambacorta è uno dei tanti angoli di Tallinn che d’estate diventano palcoscenico per i musicisti di strada. Ricorderò sempre una notte, passeggiando per il centro storico, il suonatore di chitarra che accompagnava un allegro e lanciatissimo gruppo di anziani pugliesi nelle loro canzoni tradizionali. Un incontro bello e surreale sullo sfondo bello e surreale della via Gambacorta.

Le prove! 

Il centro storico, soprattutto la Domenica con il mercatino, catapulta il viaggiatore in uno scenario medioevale e quasi fiabesco, come ho già descritto in un articolo precedente, ma è sempre in bilico fra la suggestione pura e lo sfruttamento commerciale a fini turistici, dunque continuiamo la passeggiata immaginaria cambiando completamente scenario. Dico completamente, perché non c’è una zona di Tallinn che somigli alle altre, eppure tutto si compone da sé in un puzzle in qualche modo coerente con se stesso. 

Il centro storico e, in lontananza, i grattacieli

 

Esistono diverse uscite dal centro storico di Tallinn: mettiamo che io prenda quella che porta verso il mare, l’arco della Fat Margaret, la torre grassa di Tallinn. Superato l’arco posso dirigermi verso destra, verso il porto, i traghetti e più avanti la spiaggia di Pirita, oppure piegare a sinistra. Mettiamo che sia una bella giornata, ma un po’ ventosa e io non abbia nessuna voglia di prendere folate di sabbia in faccia, la mia scelta diventa ovvia. Vado dritta e una volta raggiunto il mare do le spalle a quella strana rovina dei giochi olimpici che è il terminal dei traghetti di Linnahall e vado a sinistra. 

A questo punto la immagino davvero, la giornata. Una di quelle giornate in cui bisogna mettere la protezione solare, perché il sole qui è sempre più forte di quanto sembri, con il vento che soffia dal mare e porta odore di salsedine con una punta di carburante per navi. Una giornata in cui il cielo è immenso e le nuvole fanno a gara. Una giornata che invita a lunghe camminate per permettere alla pelle di immergersi nella luce e agli occhi di annegare nel blu. Ho foto e video interi che ritraggono solo il cielo e la danza delle nuvole. Ma basta divagare, torniamo alla nostra passeggiata. Stiamo andando a Kalamaja, letteralmente la casa del pesce.

Il cielo di Estonia, unico

 

Kalamaja, il Villaggio Pastello di Tallinn

 Una delle possibili vie per Kalamaja traccia la costa, non si deve far altro che seguire l’andamento sinuoso del marciapiede. A destra, il mare. Si superano angoli di spiaggia e rocce, e si arriva a Patarei, la prigione abbandonata sul mare, uno dei luoghi storici più insoliti e bizzarri di Tallinn, che emana un’aura di decadenza e allo stesso tempo contiene un piano decorato da street art di incredibile bellezza. Ma rimandiamo Patarei a un altro giorno, così come il meraviglioso museo marino di Seaplane Harbour che ci fa l’occhiolino più avanti sul lungomare e contrasta i mattoni sbeccati e corrosi di Patarei con le sue forme moderne e sinuose.

Patarei, con uno sfondo rassicurante


Lasciamo il mare alle nostre spalle e inoltriamoci nelle vie. In una via in particolare: Vana Kalamaja. Ci inoltriamo finché, arrivati all’incrocio con Soo, siamo proprio in mezzo alle case. Case di legno uni o bifamiliari di tutti i colori, marroni, verdi, gialle. Passeggiamo in mezzo a quello che sembra un villaggio, molte delle case hanno anche un giardino accanto o dietro, e in alcuni giardini vediamo scivoli o altri giochi per bambini. La città sembra lontana, eppure ci siamo in mezzo.


Kalamaja è il vecchio distretto dei pescatori di Tallinn, con un’estetica pastello che lo renderebbe il set ideale per un film di Wes Anderson. Camminare fra le sue vie in una giornata di sole fa venire voglia di trasferirsi lì, in una di quelle case a forma di villetta dal tetto a punta e vivere l’illusione di un paesino dentro la città. Ma è meglio non ingannarsi, Kalamaja è in pieno rinnovamento e nei tour viene spesso definita “la zona hipster di Tallinn”. Alcuni tra i più famosi caffè della città si trovano proprio in quest’area e in genere presentano un design da interno domestico o di ispirazione industriale. Nel complesso, questo quartiere suggestivo e vicino al mare fa da contrappunto al centro storico mostrando le tante sfaccettature della storia e lo spirito di ripresa di questa città. Anche la resilienza, in un certo senso. Soprattutto quando piove.


Non tutte le case sono ristrutturate ancora, ma il fascino c’è sempre.


Oggi siamo fortunati, perché stiamo girando per Kalamaja con un bellissimo sole estivo, ma quando piove il bucolico agglomerato di case si trasforma in modo assolutamente imprevisto in una palude della Florida. Un po’ dappertutto a Tallinn, mi duole dire, il deflusso delle acque piovane dalle strade lascia molto a desiderare. Quando piove, camminare su un marciapiede significa trasformarsi nell’Uomo Ragno e passare rasente i muri per evitare un’onda anomala causata da una macchina in corsa. Ma Kalamaja va oltre. Ricordo una domenica mattina in cui avevo in programma un brunch con la mia coinquilina (a proposito, se siete appassionati di brunch, Kalamaja è una tappa imprescindibile). La giornata era partita abbastanza bene, qualche nuvoletta, ma niente di serio. Mentre eravamo nel locale fuori si è scatenato il diluvio. Per qualche ragione, credo avessimo gli ombrelli dietro, quindi ci avviamo comunque dopo che la pioggia si è calmata un po’. Arrivate a un’intersezione, ci scontriamo con un problema inaspettato: la strada si era trasformata nella laguna di Venezia. Nel ripensarci, provo un impeto di solidarietà nei confronti di tutti i turisti a cui un po’ ghignavo dietro nei giorni di acqua alta, mentre io andavo in giro con i miei stivali di gomma. Sarà il karma. In ogni caso, siamo sopravvissute alle strade allagate, e naturalmente un’oretta dopo c’era di nuovo il sole. Ah, il clima dell’Estonia. 


Telliskivi Creative City tra Svago e Cultura Urbana

Oggi facciamo finta che il clima sia stabile e andiamo oltre. Potremmo fare una tappa al parco di Kalamaja, che è anche il più antico cimitero della città. O meglio, era, visto che è stato appiattito nel 1964 dalle forze di occupazione sovietiche. Al momento si tratta solo di un parco grazioso e rilassante, e la nostra tappa sarà breve, perché ci aspetta qualcosa di speciale. Si tratta di Telliskivi.

Ho già parlato della Creative City in uno dei precedenti capitoli sull’Estonia, ma anche se si trova ai margini di Kalamaja, gravitare intorno a Telliskivi è una scelta assolutamente spontanea dopo qualche ora passata a vagare dal centro storico a Kalamaja. Se si desidera una pausa di ristorazione o si è fatta ora di pranzo (o di cena) qui si ha solo l’imbarazzo della scelta.


L’unica foto di Telliskivi che ho, per fortuna è bella!


Il mio incontro con Telliskivi è avvenuto il giorno dopo il mio arrivo a Tallinn. Io e il mio ragazzo ci siamo diretti lì attirati dalla promessa di un festival internazionale del cibo e ci siamo ritrovati a vagare in mezzo a un labirinto di bancarelle e furgoncini colorati, che offrivano tutto dagli hamburger di tutti i tipi fino agli insetti caramellati, passando per ogni gradazione intermedia possibile. Lì ho mangiato uno degli hamburger più buoni della mia vita e incontrato per la prima volta una ragazza che mi aveva dato informazioni sul posto mentre ero ancora a casa e che sarebbe diventata una delle amiche più care del mio tempo lì. Ci siamo incontrate all’ingresso del festival, in mezzo alla folla con la pioggia che iniziava a cadere. Eh, il clima dell’Estonia. Da lì siamo fuggiti verso il centro storico passando da un’entrata diversa, quella che ti costringe a salire gli scalini della collina. La nostra instancabile guida ci ha poi diretto fra le viuzze lastricate fino a salire per la via Gambacorta e arrivare al giardino del re di Danimarca, e da lì al belvedere.


I monaci minacciosi


Siamo dunque tornati al punto di partenza di questo, che per voi è stato un tour della fantasia e per me una passeggiata sul viale dei ricordi. Vi ringrazio per avermi seguito in questo giro e, purtroppo per voi, a differenza delle guide estoni ad Agosto io non posso offrirvi un cestino di mele del mio giardino come saluto. Però se fate un giro a Kalamaja ad Agosto, le troverete senz’altro fuori dai cancelli delle case, con un cartello che non saprete leggere e che dice variazioni sul tema di “in regalo per chi le vuole”. Se non le trovate, vuol dire che sono passata già io.

“Se non va bene, prendi una mela!”


Alla prossima puntata!

Classe 1988, dalla Sardegna alla scoperta del mondo. Probabilmente ho imparato a leggere e a scrivere prima che a parlare. Le mie abilità sociali sono di recente sviluppo. Nella vita reale, sono una traduttrice freelance, faccio parte di un'associazione di cinema, racconto viaggi, storie e notizie internazionali e mi concentro nella ricerca del risotto perfetto. La multipotenzialità è un vizio di famiglia.
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