Il porto di Gallipoli e la pace di Santa Maria di Leuca

Gallipoli ci piace molto anche se ci delude un po’ il suo aspetto prettamente turistico, ci aspettavamo qualcosa di più simile a quanto trovato a Otranto, invece nelle vie strette e bellissime è pieno di negozi di souvenir tutti uguali.
Ma non siamo amanti dello shopping e siamo così felici di essere lontani dalla nostra esperienza del giorno precedente che dei souvenir non ci interessa nulla, ci mangiamo di gusto una puccia e passeggiamo fino a tardi.
Per tener fede al nostro voto di camminatori, dopo esserci goduti un lungo bagno nel mare pulitissimo vicino al nostro campeggio e dopo una doccia veloce, ci siamo messi in cammino verso il centro di Gallipoli, all’andata siamo allegri e baldanzosi al ritorno, controvento, ci trasciniamo come larve, tra andata e ritorno sono 7km, non è molto per due che ne dovevano fare 30 al giorno con uno zaino… ma la giornata di viaggio si sente sulle spalle.
Le sere seguenti ci risolveremo a prendere il pullman, la strada è male illuminata e sebbene segua in parte il litorale, in notturna non offre, ovviamente, scorci di impagabile bellezza-

A Gallipoli decidiamo di trascorrere ben tre notti, il primo giorno non riusciamo a visitare la città come vorremmo, arriviamo tardi e siamo esausti.

Il secondo giorno lo passiamo con due cari amici, quelli che sono venuti in nostro soccorso, di ritorno dalle vacanze in Basilicata si sono fermati nella casa di lei a godersi l’ultima parte delle ferie.
Con loro passiamo una splendida giornata di mare, ci portano in una spiaggetta vicino alla ben più famosa ” spiaggia della suina” che è un vero spettacolo, è mattina presto e non c’è folla.
Sguazziamo nell’acqua e passeggiamo lungo il litorale fino a dopo mezzo giorno, l’acqua è così limpida che si vedono i pesci sguazzare tutto in torno, non ci sembra vero, improvvisamente l’idea di una vacanza di mare ci pare un sogno.
La serata ci dedichiamo a una passeggiata più lunga per le vie del paese, cerchiamo di evitare la folla e fuori dalle strade dei negozi regna una calma surreale, la gente è fuori dalle case e chiacchiera, noi ci infiliamo in ogni vicolo a sbirciare.
Alla sera andiamo al cimitero a prendere il pullman, l’autista ride e ci racconta che tanta gente rimane male per questa location origianale come capolinea del pullman, ci racconta che una signora si è perfino rifiutata di prendere i mezzi al ritorno, quando all’ora di cena si è vista depositare al cimitero ha detto allo sbalordito autista che al ritorno avrebbe preso un taxi.
Il cimitero di Gallipoli è tranquillissimo di notte, come ogni cimitero che si rispetti del resto, di solito chi ci abita difficilmente infastidisce il prossimo.

Il terzo giorno non possiamo proprio evitare di arrivare fino a Santa Maria di Leuca, saltiamo sul pullman che ci porti al cimitero al mattino presto, da qui prendiamo un bus scassato pieno di vecchietti e ragazzini, meta la punta estrema della Puglia.
Nel vedere la location ci pentiamo amaramente di aver dato retta al consiglio dateci, mannaggia anche ai francesi, il posto è davvero da sogno.
Un mare bellissimo e una vista mozzafiato dalla chiesa su in alto, arranchiamo lungo al scalinata monumentale che indica la parte finale dell’acquedotto pugliese, tra le due rampe di scale potenzialmente c’è una cascata di acqua salmastra che viene attivata solo poche volte all’anno, ma che deve essere meravigliosa… sotto il sole è faticoso quanto bello salire al santuario.
Ammiriamo i due mari incontrarsi, non si vede nulla, anche se in tanti ci hanno assicurato che lo scontro tra le due correnti si può scorgere, a noi basta stare lì in piedi tra Jonio e Adriatico.
Passiamo il resto della giornata a fare il bagno in un mare trasparente e pieno di pesci anche se così vicino al paese, ci mangiamo le mani per non avere la moto, ci sono calette e grotte da visitare, ormai invidiamo anche chi ha una bicicletta…
Restiamo in giro per le vie di Gallipoli, sappiamo di sale e di stanchezza, ma non abbiamo voglia di tornare al campeggio, abbiamo appuntamento con i nostri amici più tardi in serata.
Quando la fame si fa sentire stiamo bazzicando nei pressi del porto, è il cartello con aperitivo di conchiglie ad attirare la nostra attenzione, senza farci troppe domande ci avventuriamo tra i vari “locali” più o meno improvvisati tra le bancarelle del pesce, ne scegliamo uno poco affollato ma non deserto.
E’ solo quando ci troviamo a tu per tu con dei bei conchiglioni e un bicchierino di bianco che io realizzo che i molluschi sono crudi e prima che ci butti il limone piuttosto arzilli, la cosa mi fa una certa impressione, ma dato che ormai sembrano deceduti e sopratutto che li abbiamo pagati non resta che mangiarli.
Verso sera comincia a venirmi il dubbio che una punizione divina si scaglierà su di me per avere mangiato dei Fasolari innocenti e spero che non sia quella più banale dato che i bagni del campeggio sono piuttosto distanti dalla tenda.

 

 

 

 

 

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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