Transalpina il sogno del motociclista e poi finisci per sbaglio a dormire in cima a un monte

La Transalpina, insieme alla Transfagarasan, è una delle strade per cui i motociclisti vengono da ogni dove in Romania.
Personalmente, sebbene sia meno conosciuta, tra le due l’ho trovata la più affascinante, sarà perchè ci va meno gente, sopratutto meno automobilisti, sarà perchè ho trovato il paesaggio più selvatico ma la Transalpina mi ha conquistato il cuore.
Il vero nome è DN67C ma è anche detta “amichevolmente” il Sentiero del Diavolo, si srotola tra discese, salite e impervi tornanti per circa 135 km da Sebes a Novaci.
E’ la strada più alta dello stato, raggiunge, con il passo Urdele, gli oltre 2100 metri di altitudine, è stata recentemente rimodernata quindi le condizioni dell’asfalto sono discrete, occorre comunque una certa attenzione e ovviamente informatevi se vi recherete in questa zona nelle “mezze stagioni” perchè viene aperta solo se è in condizioni di essere percorsa.
Il paesaggio è da fiaba, meraviglioso, bellissimi i laghetti glaciali ma data l’altitudine sappiate che fa freddissimo, se  siete in moto copritevi molto bene.
Noi siamo stati fortunati, la giornata a valle era tersa e in alta quota abbiamo trovato solo nebbia per un breve tratto, c’è chi anche d’estate riferisce di avere avuto il piacere di qualche fiocco di neve, perciò attenzione.
Sulla sommità della montagna, come ovunque nei posti di interesse, c’è qualche bancarella che vende frittelle, pannocchie, dolci, cartoline e sopratutto adesivi per i motociclisti.
Se avete fortuna chissà che vi capiterà di incontrare anche qualche bel rapace, noi abbiamo ammirato volare un falco da sopra, era molto più in basso di noi! Sicuramente non rimarrete delusi dalla bellezza del viaggio, lascio qualche foto a parlare per me.

 

 

 

 

Purtroppo la Transalpina è l’ultima tappa prima del nostro rientro, quindi cominciamo a spostarci verso il confine, dato che ci piacerebbe visitare Timisoara come ultima tappa rumena, decidiamo che Petrosani può essere un ottimo posto dove fermarci.
Purtroppo quando prenotiamo non facciamo attenzione a piccoli dettagli insignificanti tipo la quota a cui è situato il nostro alloggio ( più di 1700 metri) e il significato della parola Telescaun, che a me dice qualcosa, ma è quasi mezzanotte e sono troppo stanca per pensare.
Solo il mattino dopo in un barlume di genio ci sovviene il dubbio che Telescaun possa voler dire funivia, ed è proprio così, per arrivare al nostro alloggio ci sono circa 8 km di strada sterrata dalla pendenza terrificante. Io comincio a preoccuparmi.
Il viaggio verso Petrosani è bellissimo, passiamo per paesini e stradine di montagna che di turistico non hanno nulla, poi ci lasciamo la città alle spalle, la strada è incredibilmente ripida, sassosa, la moto è un 1600 carico con due persone a bordo, io comincio ad affidarmi a tutti i santi e le entità soprannaturali che conosco, arriviamo sani e salvi ma credo sia stato perchè Davide guida molto bene più che per un intervento divino.
Siamo nei monti Parang, fa freddissimo e la vista è meravigliosa.
Sia i poliziotti a cui chiedo indicazioni sia la signora della pensione ci guardano come fossimo dei pazzi scatenati, ma solo la seconda ci chiede se davvero siamo venuti su con quella indicando perplessa la Dakar già parcheggiata al sicuro.
La nostra camera è stretta e, tanto per cambiare, abbiamo prenotato un letto a castello invece che un matrimoniale (qui vanno moltissimo i letti singoli), ma fa davvero caldo e la doccia è così bollente da staccarci la carne dalle ossa.
Andremmo a passeggiare in montagna ma inizia a diluviare appena accenniamo due passi, non ci resta che riposare, la situazione non offre grandi alternative.
Alla sera ceniamo nell’unico ristorante aperto con l’unico secondo disponibile, maiale impanato e patatine, il che non ci dispiace affatto, i poliziotti a cui abbiamo chiesto indicazioni su quale fosse la nostra pensione guardano la partita, sono gli unici altri avventori.
Più tardi camminiamo un po’ verso il buio per vedere il cielo, qualche stella cadente ci da soddisfazione.
Il giorno dopo si gira la moto alla volta dell’Italia, ma noi non avremmo nessuna intenzione di tornare, staremmo in viaggio per sempre potendo.
Andiamo a letto un po’ più tristi del solito, ma non ci scoraggiamo, il viaggio non è ancora finito.

Tramonto monti Parang

 

Quando finisci per caso a dormire in alto, in alto

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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