Londra a colori… un giorno magico.

Una sera torni da Yoga un po’ rimbambita e varcata la soglia di casa, mentre il gatto ti gira tra i piedi, ti accorgi improvvisamente di avere 8 messaggi e 3 chiamate sul cellulare, quando succede minimo è indice di una catastrofe nucleare e invece…
Una voce dolce dolce dall’altra parte del telefono ti fa:
– Ho trovato un volo per Londra in giornata non spediamo niente si va?
E come puoi dire di no a un’amica che ti fa una proposta di questo tipo.
20 minuti dopo il volo è prenotato, sai che mancano dieci giorni e rivedrai Camden Town dopo 11 anni, i ricordi ti prendono a schiaffi, non vedi l’ora.

Le premesse per una bella avventura c’erano tutte e non siamo state deluse…
Sveglia alle 4,30 e ti trovi a guardare l’alba da sopra le nuvole, ti è passato anche il sonno.
In centro da Stansted ci arriviamo in treno, ci era sembrato il mezzo più sicuro dato che non abbiamo abbastanza tempo a disposizione per poterci concedere il lusso di arrivare in anticipo a prendere il volo del ritorno.
Abbiamo pagato tutto su internet strappando un’ottima offerta anche in questo caso e siamo informate perfino sul biglietto giornaliero della metro che dopo un attimo di esitazione riusciamo a pagare con la carta alla biglietteria.
Siamo a posto con i mezzi e non ci resta che cominciare il nostro tour da giapponesi matte… un po’ perchè l’amica è una fotografa amante della street e punta il grosso occhio della sua reflex su ogni personaggio strano che finisce sulla sua via, ma anche perchè le nostre tappe sono così serrate che un abitante del sol levante sarebbe fierissimo di noi!

Stazione di Liverpool Street  

Covent Garden
Rivedere la metro affollata con i suoi caratteristici simboli e poi uscire nelle strade soleggiate, scoprire che, incredibilmente, fa molto più caldo che da noi e andare a sbattere contro una cabina telefonica rossa di quelle che fotografano tutti i turisti. A me piacciono anche quelle italiane, telefono sempre per salvarle e poi le tolgono lo stesso, figuratevi voi, per me questo è il paradiso del telefono a gettoni!
Camminiamo per le strade affollate, sono le dieci, la gente è in giro per lavoro o per fare compere, alcune vie principali sono già addobbate, luminarie e palline natalizie fanno bella mostra di sé e io per la prima volta sono felice di tanto anticipo sui tempi.
Non ci sono molti artisti di strada dentro il mercato coperto, è mercoledì e non siamo in un periodo turistico, ma è comunque bello girare per i negozi e le bancarelle.
Ci concediamo una tipica colazione londinese, ormai sono le 11 e la fame si fa sentire.
La mia amica ordina un toast io delle uova in camicia, entrambe abbiniamo avocado e spremuta a me tocca anche un tea compreso nel mio menù… poco più in là un gruppo di musicisti suona musica italiana.

Il famoso sole Londinese

 

Cartoline di Natale da Covent Garden

 

Camden Town
Entrambe abbiamo già visitato la città abbondantemente in passato quindi possiamo permetterci di evitare i luoghi tipici e concentrarci su quelli che più amiamo.
Io amo Camden Town.
Quando a 18 anni ci sono capitata per la prima volta sono rimasta colpita da quel mix di profumi e colori da capogiro, vestiti strani, artigianato e cucine da tutto il mondo.
Ho ricordi bellissimi annidati tra queste vie e stupendo è stato tornarci.
Abbiamo girato per le bancarelle e i negozietti, troppe cose, ho finito per non comprare niente, per sentirmi semplicemente attratta dalla bellezza del luogo e delle persone che lo abitano.
Mi torna in mente una vecchia canzone dei Modena City Ramblers che ascoltavo sempre da ragazzina, “notturno Camden Lock”, ringiovanisco di diversi anni in un pomeriggio.
L’amica fotografa punta la reflex su ragazze dai capelli rosa, uomini barbuti e punk che si baciano, non le pare vero di vedere tanta gente particolare in così poco spazio, mi viene il dubbio che sia questo il motivo principale per cui ha scelto proprio Londra e sinceramente le do ragione.
La gente chiacchiera volentieri, quando un signore tutto felice si lascia fotografare e poi ci fa assaggiare un pezzo di pollo fritto malesiano, capiamo che i profumi non ci bastano più e mangiamo a volontà.

 

 

 

 

 

London Bridge
Ammaliate dai colori di Camden e con la pancia oltremodo piena ci accorgiamo che non manca molto all’ora in cui dobbiamo prendere il treno  ma dato che la stazione non è lontana dalla Torre di Londra corriamo alla nostra ultima tappa…
Il sole sta ormai tramontando e una fitta coltre di nubi ha coperto il cielo, a breve pioverà.
Ci fermiamo a guardare il Tamigi per qualche minuto mentre il vento ci sferza la faccia… Chi ha voglia di tornare?
Noi no di certo. Ci starebbe una visita alla regina, vorremmo guardare l’ora sul Big Bang, passeggiare sulle strisce pedonali ad Abbey Road e perderci tra le bancarelle di Notting Hill. Ma la realtà ci attende e anche questa volta ci tocca tornare.

 

Salutiamo Londra con un breve ritardo del treno… Se c’è una cosa che da quando solo pendolare mi manda nel panico sono gli annunci detti a mezza voce dal capostazione, sarà perchè da noi preannunciano ritardi di almeno un’ora sarà perchè mi causano sempre non pochi problemi.
Dimentico che in Inghilterra si scusano tre volte se il treno tarda 10 minuti, il mio inglese già arrugginito se mi agito va a zero e immagino anche pullman  fantasma sostitutivi, per fortuna c’è l’amica fotografa che non perde la calma e si limita a guardare l’orologio borbottando, c’è tempo per agitarsi.
E’ così tranquilla che mi viene quasi il sospetto che incroci le dita per un guasto permanente che ci permetta di farci una bella seratina di birra e rock in centro… alla fine niente nottata brava, ha ragione lei, il ritardo è di soli 12 minuti, cosa che in Italia manco lo segnalano, facciamo in tempo a comprare i biscottini prima di imbarcarci.
Il viaggio di ritorno è un misto di sonno e discorsi allucinati, alle 9 siamo in Italia, alle 10 mangiamo piadine con i rispettivi compagni ridendo come matti.
Ci sono giornate magiche e non c’è che dire questa lo è stata sicuramente.

 

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *