Passeri affamati, multinazionali e foreste stregate. Benvenuti a CLUJ

La nostra seconda tappa rumena e Cluj Napoca.
Ci mettiamo in moto sotto un cielo che non promette nulla di buono, ma il temporale pare rincorrerci e, in realtà, speriamo che decida di cambiare strada o non ci colga in sella.
Lungo la via per Cluj Napoca decidiamo di fermarci a mangiare qualcosa e studiare il da farsi, all’inizio pensiamo di prendere un panino ma il ristorante- cabana che troviamo lungo la strada offre solo piatti caldi e quindi ci concediamo un lauto pranzo.
Quello che ci arriva però è nettamente al di sopra delle nostre speranze, formaggio fritto impanato al momento e patatine vere, non quelle surgelate, patate tagliate poco prima, è tutto incredibilmente buono; beviamo soft drink inesistenti in Italia, il mio è strepitoso, una limonata poco zuccherata alla menta! Penso seriamente di esportarla….
Ripartiamo in ritardo ma decisamente sazi e con l’idea di passare prima a visitare la famigerata foresta stregata Hoia Baciu per concentrarci, il mattino successivo e in serata, sulla visita del centro cittadino. Ma il meteo deciderà altrimenti…
Dopo esserci innamorati di Oradea, grande città dal cuore liberty e dalle strade tranquille trovarci sotto una pioggia torrenziale e nel traffico congestionato non ci rende simpatica questa metropoli ma Cluj Napoca vale comunque la pena di essere visitata.
Arriviamo al nostro alloggio, una deliziosa pensione a un paio di kilometri dal centro, fradici e scoraggiati.
Decidiamo di riemergere dalla camera solo quando il diluvio si sarà un po’ calmato dato che abbiamo gli impermeabili per la moto ma non un ombrello… non scordate mai l’ombrello!!! 
Per fortuna il tempo indeciso della Transilvania non ci fa attendere a lungo, dopo meno di un’ora ci stiamo già dirigendo verso il centro. 
Cluj Napoca fu capitale della Transilvania, è il terzo centro cittadino maggiore della Romania ed è una città davvero grande.
C’è molto da vedere, bellissime le chiese specie quella gotica di San Michele e il monumento a Corvin Matyas a cavallo nella piazza adiacente.
La cosa che in assoluto mi è piaciuta di più sono però le vie della città vecchia, specie la strada Baba Novac di origine medioevale.
Alcune strade sono pedonali, e questi quartieri sono pieni di ragazzi giovani         (siamo in una città universitaria) e di locali alternativi o alla moda.
Deve essere bello passarci una serata e vederla animarsi di gente e luci, ma noi eravamo troppo lontani dal centro ma sopratutto troppo stanchi per concederci questo lusso.
Cluj Napoca è una città che merita una visita più approfondita di quella che le abbiamo dedicato noi, meritano i giardini botanici che ci hanno detto essere bellissimi e i musei tra i più interessanti della zona.
Noi ci siamo limitati a una gita veloce anche perchè non amiamo molto le grandi città.
Il giorno seguente infatti abbiamo concesso solo un’oretta alla visita della foresta di Hoia Baciu, che abbiamo fatto davvero fatica a raggiungere non avendo trovato informazioni utili on line, poi siamo scappati verso Turda per visitare la salina.
Hoia Baciu è vicinissima alla città, praticamente nella sua periferia, per recarvici il modo più veloce è continuare sulla strada che sale vicino al museo etnografico.
Io non credo nei fantasmi ma avevo letto molto di questo posto e avendo già in programma di venire a Cluj Napoca non potevo non farci un salto.
Purtroppo sebbene la foresta non sia grande non ci vuole poco tempo a visitarla così ci siamo limitati a una passeggiata tra i suoi alberi e ci siamo un po’ riposati all’ombra senza raggiungerne il centro privo di vegetazione.
Sotto lo sguardo perplesso di due cagnoloni randagi siamo poi tornati alla moto e abbiamo scoperto che il nostro navigatore satellitare, che già non è mai stato un oggetto a cui dare molta fiducia, aveva deciso di smettere di funzionare.
Foresta stregata o meraviglie dell’elettronica non vi saprei dire ma ci siamo trovati a dover raggiungere prima Turda poi Sighisoara con una cartina che riportava buona parte dell’Ungheria, tutta la Romania e tutta la Blugaria quindi vi lascio immaginare quanto la scala fosse precisa.
Tra un’imprecazione e l’altra vediamo di cavarcela con le indicazioni che la gente ci da volentieri, sempre sorridente, rigorosamente in rumeno, non si sa come, riusciamo davvero a imboccare la via giusta per Turda…
Ma questa è un’altra storia.

CLUJ NAPOCA: consigliata per il suo essere cosmopolita, per la scelta di attività da fare e la vita giovane e per gli splendidi monumenti.
E’ simpatica la quantità di passeri presenti, peggio che i piccioni in piazza Duomo, ti si posano a fianco e ti guardano insistentemente mentre mangi. Sono tanti un po’ in tutta la zona ma è strano vederne un numero così alto in centro a una grande città.
Se decidete di andare a Hoia Baciu non perdetevi nella periferia ma andate diretti al museo etnografico da li proseguite a piedi lungo la strada sterrata, dedicategli il giusto tempo nella prospettiva di farvi una bella passeggiata, non abbiate troppa paura per il vostro navigatore 😉
MI RACCOMANDO… L’ombrello!!!!

Vista della città e del monumento a Matyas Corvin

 

Murales

 

Una strada della parte vecchia

 

Hoia Baciu

 

Chiesa Ortodossa

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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