Oradea: confini, pregiudizi, piazze Liberty e birra

BENVENUTI IN ROMANIA
I kilometri non sono molti ma il caldo ci stanca, la meta ormai è vicina e non vediamo l’ora di passare la dogana.
L’ultima tappa già programmata del nostro tour, Oradea. Abbiamo però una mezza idea di approfittare del WIFI disponibile gratuitamente nella struttura prenotata per la notte, per decidere prima di dormire dove recarci il giorno seguente e magari prenotare una camera economica in attesa di vedere com’è la situazione campeggi.
Il WIFI in Romania è ovunque, tutti i bar, molti supermercati, diverse catene di benzinai, tutti i fastfood, tutti gli affittacamere e le pensioni vi offriranno il servizio gratuitamente, necessario è, nella maggior parte dei casi, solo farsi dare la password.
Nel passare la dogana non troviamo molta coda, il doganiere si mostra gentile, da un occhiata alle carte di identità ma non ci chiede ne di toglierci il casco ne i documenti della moto; si limita a domandarci incuriosito dove ci recheremo per il nostro tour turistico e io, che ho studiato la cartina, comincio a sciorinare nomi con una pessima pronuncia.

La vignetta in Romania per le moto non serve. La rete autostradale del paese è agli inizi ma la tassa è anche sulle strade nazionali! Quindi se ci si muove in auto è necessario farla anche se non si utilizzano i brevi tratti di carreggiata veloce presenti, ma per le moto è GRATIS! E’ inutile anche se, come consigliano certi siti internet, tentate di insistere a farvela fare, oltre a guardarvi come alieni (suppongo) vi diranno che non c’è, non esiste. Noi per sicurezza nonostante nel listino prezzi non vediamo immagini di due ruote facciamo la fila e domandiamo a una sconcertata impiegata se effettivamente possiamo transitare liberamente e lei ci conferma che non c’è alcun problema
Le strade nazionali sono messe piuttosto bene, forse diversi anni fa la situazione era diversa ma ora delle voragini e tratti sterrati di cui si legge in internet non c’è traccia, almeno su queste che sono le principali, quelle secondarie, locali, invece sono un po’ più impervie ma niente che il nostro enduro non possa affrontare.

La periferia di Oradea è la periferia di una qualsiasi città di medie dimensioni.
Risolto il problema della tassa ci rimangono quello di trovare nell’ordine, una banca, un benzinaio, la nostra pensiune e del cibo.
Delle paranoie, dovute ai soliti pregiudizi, che in molti hanno tentato di metterci addosso, come se partissimo per uno stato lontano e pericolosissimo, non c’è nemmeno più il ricordo; nel vedere una ragazza della mia età fare l’autostop per un paese vicino mi convinco anzi, che sia uno stato molto più sicuro di tanti altri, e la mia intuizione si rivelerà fondata.

Oradea è una città splendida.
Il nostro alloggio non dista molto dal centro  così decidiamo di raggiungerlo a piedi, abbiamo il portafoglio pieno di Lei ( la valuta locale dalle banconote ingombranti. 4.4 cira Lei un Euro) prelevati alla BNR che diventerà la nostra banca di fiducia ( la prendiamo in simpatia perchè le spiegazioni in inglese sono chiare e concise senza troppi passaggi strani).
Camminando notiamo innanzi tutto il numero di panetterie dall’aspetto invitante, con circa 5 lei, che corrispondono a poco più di un euro, compriamo due focaccine e una bottiglia d’acqua
La piazza di Oradea si apre luminosissima e verde alla fine della strada stretta che stiamo percorrendo, edifici Liberty in parte restaurati in modo appariscente, in parte decadenti, si affacciano su sentieri bianchi che dividono aiuole ben curate con monumenti e panchine in ferro battuto.
Improvvisamente sembra di essere in qualche strana città nordica, il legame con l’Austria è evidente.
Ci perdiamo nelle vie della città e poi risaliamo il fiume attraversando un parco che ne occupa le sponde, tra panchine e salici piangenti ci sono giovani che studiano, fanno jogging e si rilassano, vecchi che giocano a carte e qualche barbone che poltrisce al sole di agosto.

La cena la facciamo in una pizzeria all’interno di un parco per bambini.
Davide temerario decide di assaggiare la pizza io un’insalata.
Se la sua pizza è assolutamente degna di quelle mangiate nel nostro paese,
(sì senza ketchup o maionese o cose strane, in Romania la pizza la sanno fare bene) la mia insalata è piena di prosciutto e uova, quasi più che di verdure, la cosa farebbe rabbrividire un qualsiasi vegetariano ma io che non lo sono  l’accetto di buon grado, siamo agli inizi, non so ancora quanta carne mi toccherà mangiare in questo viaggio.
Già perchè se seguite una dieta particolare sappiate che in Romania la moda del veganesimo ancora non è arrivata e, se in città grandi come Cluj o Oradea si riesce a trovare qualche ristorante specializzato, nei paesi più piccoli quasi tutti i piatti contengono carne o brodo di carne. La verdura però è ottima, specie i peperoni i cetrioli e i pomodori, anche il formaggio è gustoso e se siete fortunati la zuppa di verdure potrebbe non contenere brodo animale.

Il nostro primo giorno di viaggio conosciamo la Ciuc ( birra dal nome stupendo) e la Timisoreana di cui andremo in seguito anche a visitare la fabbrica.
La birra rumena è leggera e fresca, la Ciuc ha un gusto più delicato ed è frizzante mentre la Timisoreana è più intensa con un retrogusto amarognolo.
I giorni successivi proveremo un numero inimmaginabile di soft drink e qualche altra birra chiara. Ma, stanchi morti, quella sera ci limitiamo ad andare a dormire presto non senza aver prenotato la notte seguente a Cluj Napoca e aver conosciuto una simpatica ragazza che ha lavorato a lungo a Mestre e che ora si è ritrasferita in Romania con il fidanzato italiano.

ORADEA: consigliata per la sua enorme piazza, il lungo fiume, i palazzi Liberty, la tranquillità.

 

 

piazza di Oradea

 

Vetrata del palazzo dell'”aquila nera”

 

palazzo aquila nera

 

Prima/dopo la cura

 

Lungo il fiume Crişul Repede

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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