Balaton: chi lo sapeva che in Ungheria c’era il mare…

Partenza: ore 8,30
Arrivo: ore 15,00
Spese: Benzina e vignetta Ungherese 5 euro circa, 20 euro per una camera doppia vicino a Siofok

Dopo un’abbondante colazione a Trojane che sarà anche il nostro pranzo ci dirigiamo alla volta di Siòfok sul lago Balaton.
Non ci immaginate però tra le spiagge che in internet vengono descritte come la Rimini Ungherese, il nostro affittacamere è un po’ meno centrale, in un posto più adatto alle famiglie con bambini che agli adolescenti discotecari. 
Arriviamo nel primo pomeriggio, non lo nascondo, la scelta di quel preciso punto sulla cartina è stata dettata dalla sistemazione più economica presente sul lago che sono riuscita a pervenire in Internet, il nostro scopo fare finalmente il bagno nel Balaton dopo quattro anni dalla prima volta che l’abbiamo incontrato.
Constatiamo che nulla è cambiato: l’Ungheria da attraversare in moto è sempre di una noia mortale (ci entusiasmiamo alla curva della rampa di uscita dell’autostrada la prima dopo più di 300 kilometri), le zanzare sono sempre grandi come fenicotteri e non hanno perso l’appetito e il numero di case in vendita è incredibilmente alto nel caso vogliate investire nell’immobiliare ungherese.
Non perdiamo molto tempo a prepararci, nel terrore che il vento diventi gelido indossiamo il costume e senza nemmeno disfare le valige siamo sul manto erboso che circonda il lago, pronti a “tuffarci” in senso lato, dato che l’acqua è bassissima ed è rigorosamente obbligatorio usare le scalette apposite.
Tra il Balaton e l’erba, sul limite della sponda ci sono grosse pietre, ma nel vedere che tutti entrano senza ciabatte e non sembrano soffrire ci adeguiamo al costume locale e con grande meraviglia scopriamo che il fondo è di morbida sabbia.
L’acqua è di un azzurro opalino che ti inghiotte i piedi e li rende invisibili appena ti immergi e la distesa d’acqua si perde all’orizzonte, se un gruppo di papere in ferie non ci passasse a fianco potremmo immaginare di essere davvero al mare.
Sguazziamo con soddisfazione nel più grande lago dell’Europa Centrale e poi lasciamo che il vento ci asciughi in un attimo appena usciti.
La serata è tra i pochi negozietti e bar presenti nei dintorni e a spasso a goderci il sole al tramonto che crea riflessi sull’acqua.

Cigni pensierosi in attesa

 

Tramonto

Mi è piaciuto il Balaton la prima volta che ci sono stata, il fascino decadente delle località meno in auge e quel suo essere lago ma trattato come mare.
Sono stata felice di farci un tuffo e se passate da quelle parti non posso che consigliarvelo.
Non scordate:
-l’Autan
-la vignetta
-che in Ungheria non hanno l’euro ma il Fiorino che con le dovute oscillazione vale circa 0,300 euro ( cioè 300 fiorini sono un euro più o meno). In ogni caso ci sono uffici di cambio pressapoco ovunque con tassi onesti se siete di passaggio
– Di mangiare il Langos, una frittella tipo il nostro frittellone delle giostre per intenderci, che viene farcito in vari modi ma specie con panna acida e formaggio ed è una cosa eccezionale ( lievemente indigesta ma ne vale la pena).
– Bere una buona birra al pompelmo o qualcuno degli strani soft drink di cui in tutta la zona si trova una grande varietà ( tipo la limonata alla menta, la cola alla ciliegia o cose di questi tipo…). I prezzi di cibo e bevande sia al ristorante sia al supermercato sono molto convenienti.
– La benzina ha pressapoco lo stesso prezzo che in Slovenia.
– I distributori e i bar offrono quasi tutti un servizio WIFI

Papere a passeggio

Ringrazio Davide, parte delle foto utilizzate sono sue le altre sono mie fatte con la sua macchina dato che io da brava fotografa ho dimenticato la scheda di memoria a casa e solo in Romania ne ho finalmente trovata una in vendita 🙂

Sognatrice, aspirante scrittrice, gattofila, convinta viaggiatrice, fotografa pasticciona con una passione sconsiderata per il cinema e per le lettere, quelle vere, scritte a mano. Da che mi ricordi amo raccontare storie, andare in moto, vagare e fare troppe cose nello stesso momento.
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